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POLITICA

Pagliari: "Vicenda storica". Il Popolo Viola: "Inchiodato alle sue responsabilità"

Il senatore del Pd commenta la decadenza di Silvio Berlusconi

27 novembre 2013, 20:25

 

Le emozioni e le suggestioni legate a questo momento sono sicuramente molte. Mi si consenta di partire dalle emozioni: ho vissuto in ogni passaggio, nella giunta delle elezioni e in aula, questa vicenda di portata sicuramente storica. Mi sono sentito fortunato e ho sentito tutto il peso della responsabilità che il ruolo comportava. Ho trattato la questione di assoluta rilevanza politica nella sua dimensione naturale, quella giuridica. Lo testimonia, da ultimo, l'intervento che ho depositato oggi in aula. Le suggestioni sono tutti politiche. L'attenzione si accentra su un presidente del consiglio del peso di Silvio Berlusconi dichiarato decaduto dal seggio parlamentare: un epilogo particolarmente teatrale, del quale non deve valutarsi l'apparenza ma la sostanza politico – costituzionale. E non sfugge a nessuno che oggi si è ripristinato il principio della legge uguale per tutti, ponendo fine ad un ventennio nel quale la legge è stata più uguale per una persona, a cominciare dalla non applicazione della norma sulla ineleggibilità dei titolari di concessione radiotelevisiva. Se ne vuole una ulteriore conferma? La pretesa di non applicare la legge Severino, pur approvata dallo stesso Silvio Berlusconi e quella, non meno grave, di piegare il ricorso alla corte costituzionale e alla corte di giustizia europea agli interessi propri, trasformandone natura e funzione. Adesso è possibile e doveroso che la cronaca politica si concentri sulle drammatiche questioni sociali ed economiche. A ciò bisogna tendere in modo deciso e fattivo. Adesso il governo può e deve avere uno scatto di orgoglio e il parlamento deve fare celermente la sua parte a partire dalla legge elettorale e le riforme costituzionali.
Il senatore del Partito Democratico Giorgio Pagliari commenta la decadenza di Silvio Berlusconi dal Parlamento attraverso un comunicato stampa: 

Le emozioni e le suggestioni legate a questo momento sono sicuramente molte. Mi si consenta di partire dalle emozioni: ho vissuto in ogni passaggio, nella giunta delle elezioni e in aula, questa vicenda di portata sicuramente storica. Mi sono sentito fortunato e ho sentito tutto il peso della responsabilità che il ruolo comportava. Ho trattato la questione di assoluta rilevanza politica nella sua dimensione naturale, quella giuridica. Lo testimonia, da ultimo, l'intervento che ho depositato oggi in aula. Le suggestioni sono tutte politiche. L'attenzione si accentra su un presidente del consiglio del peso di Silvio Berlusconi dichiarato decaduto dal seggio parlamentare: un epilogo particolarmente teatrale, del quale non deve valutarsi l'apparenza ma la sostanza politico - costituzionale. E non sfugge a nessuno che oggi si è ripristinato il principio della legge uguale per tutti, ponendo fine ad un ventennio nel quale la legge è stata più uguale per una persona, a cominciare dalla non applicazione della norma sulla ineleggibilità dei titolari di concessione radiotelevisiva. Se ne vuole una ulteriore conferma? La pretesa di non applicare la legge Severino, pur approvata dallo stesso Silvio Berlusconi e quella, non meno grave, di piegare il ricorso alla corte costituzionale e alla corte di giustizia europea agli interessi propri, trasformandone natura e funzione. Adesso è possibile e doveroso che la cronaca politica si concentri sulle drammatiche questioni sociali ed economiche. A ciò bisogna tendere in modo deciso e fattivo. Adesso il governo può e deve avere uno scatto di orgoglio e il parlamento deve fare celermente la sua parte a partire dalla legge elettorale e le riforme costituzionali.

 

Il Popolo Viola: "Berlusconi è stato inchiodato alle sue responsabilità"

(comunicato stampa)

Decadenza Berlusconi, dopo 20 anni finalmente è stato inchiodato alle sue responsabilità, quello di oggi era solo un atto dovuto. Ma c'è molto poco da gioire,  il parlamento pullula ancora di persone che vogliono distruggere la Costituzione Italiana, pregiudicati e portatori di interessi privati.  Non potremo esultare fino a che non trionferà la Politica e fino a che gli interessi delle lobby e dei centri di potere permarranno nel Parlamento.  La giornata odierna deve essere l'inizio di una presa di coscienza civica che dia una spinta al rinnovamento della Politica e alla pulizia del Parlamento. 

Il popolo viola di Parma