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Silvia, la coach che aiuta a tirare fuori il meglio da sé

«Il mio lavoro? Aiutare le persone a superare i propri limiti e arrivare all'obiettivo in breve tempo»

27 novembre 2013, 17:36

Silvia, la coach che aiuta a tirare fuori il meglio da  sé

 

Chiara Pozzati
Nell’altalena della vita c’è chi aiuta a (ri)trovare la bussola. Nella sfera privata, come nel lavoro. Non chiamatela psicologa, per carità, anche se le persone rimangono al centro della sua attenzione. Non è un’infermiera, una psichiatra, una guru. E’ una motivatrice. Silvia Pietralunga, parmigiana doc, con 28 anni di consulenza aziendale e marketing sulle spalle, porta il coaching a Parma. E sono toccanti le testimonianze di alcune sue «clienti» che hanno intrapreso il percorso di consapevolezza di sé, guardandosi dentro e sfidando i grumi di dolore e scoramento. 
Ma cosa fa tecnicamente il coach? «Aiuto chi si rivolge a me a tirar fuori il meglio da sé»,  spiega la Pietralunga, che nel suo studio in via Petrarca accoglie donne e uomini, liberi professionisti, anziani o studenti sull’orlo di svolte importanti. «Fornisco degli strumenti ben precisi per un “allenamento mentale”. Fissiamo un obiettivo con la persona e ci concentriamo su ciò che bisogna cambiare per ottenerlo».
 Una sorta di insegnamento personalizzato, per aiutare a focalizzare i traguardi e trovare soluzioni e strategie di miglioramento. Le parole d’ordine? «Brevità e onestà. In poche sedute - a volte una soltanto - si riesce a sciogliere il bandolo della matassa. Non solo: se non sono in grado di garantire dei risultati, sono la prima che fa un passo indietro e indirizza il cliente altrove». 
La sua carriera ha preso il via 28 anni fa, mentre la Mc company, di cui è socia fondatrice e amministratore unico, ne festeggia 26. «Mi sono avvicinata al coaching,  e per cinque anni mi sono formata con i grandi di questa disciplina», spiega. Una sfilza di master e specializzazioni l’hanno portata a spasso per l’Europa. Quel che è certo è che gli standard sono quelli fissati da Richard Bandler e John Grinder, i papà del coaching. 
Motivazione personale o di squadra, ecco perché tra i clienti di Silvia spiccano anche manager e personale di numerose aziende parmigiane. «Anch’io ho vissuto un momento dolorosissimo e non sapevo a chi rivolgermi - conclude -:  se avessi conosciuto questa figura professionale sarebbe stato  un aiuto prezioso. Superare i propri limiti, far emergere talenti e arrivare all’obiettivo in breve tempo: ecco i temi cardine del mio lavoro». 
Chiara Pozzati

 

Nell’altalena della vita c’è chi aiuta a (ri)trovare la bussola. Nella sfera privata, come nel lavoro. Non chiamatela psicologa, per carità, anche se le persone rimangono al centro della sua attenzione. Non è un’infermiera, una psichiatra, una guru. E’ una motivatrice. Silvia Pietralunga, parmigiana doc, con 28 anni di consulenza aziendale e marketing sulle spalle, porta il coaching a Parma. E sono toccanti le testimonianze di alcune sue «clienti» che hanno intrapreso il percorso di consapevolezza di sé, guardandosi dentro e sfidando i grumi di dolore e scoramento. Ma cosa fa tecnicamente il coach? «Aiuto chi si rivolge a me a tirar fuori il meglio da sé»,  spiega la Pietralunga, che nel suo studio in via Petrarca accoglie donne e uomini, liberi professionisti, anziani o studenti sull’orlo di svolte importanti. «Fornisco degli strumenti ben precisi per un “allenamento mentale”. Fissiamo un obiettivo con la persona e ci concentriamo su ciò che bisogna cambiare per ottenerlo». Una sorta di insegnamento personalizzato, per aiutare a focalizzare i traguardi e trovare soluzioni e strategie di miglioramento. Le parole d’ordine? «Brevità e onestà. In poche sedute - a volte una soltanto - si riesce a sciogliere il bandolo della matassa. Non solo: se non sono in grado di garantire dei risultati, sono la prima che fa un passo indietro e indirizza il cliente altrove». La sua carriera ha preso il via 28 anni fa, mentre la Mc company, di cui è socia fondatrice e amministratore unico, ne festeggia 26. «Mi sono avvicinata al coaching,  e per cinque anni mi sono formata con i grandi di questa disciplina», spiega. Una sfilza di master e specializzazioni l’hanno portata a spasso per l’Europa. Quel che è certo è che gli standard sono quelli fissati da Richard Bandler e John Grinder, i papà del coaching. Motivazione personale o di squadra, ecco perché tra i clienti di Silvia spiccano anche manager e personale di numerose aziende parmigiane. «Anch’io ho vissuto un momento dolorosissimo e non sapevo a chi rivolgermi - conclude -:  se avessi conosciuto questa figura professionale sarebbe stato  un aiuto prezioso. Superare i propri limiti, far emergere talenti e arrivare all’obiettivo in breve tempo: ecco i temi cardine del mio lavoro».