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Crisi

15 mila persone vivono con gli aiuti alimentari

Nel fine settimana nei supermercati cittadini torna la Colletta per aiutare i più poveri

28 novembre 2013, 20:09

15 mila persone vivono con gli aiuti alimentari

 

Chiara Pozzati
Parma ha fame. Da inizio anno sono oltre 7mila solo in città, quasi 15mila in tutto il territorio, le persone in cerca di un pasto caldo. Lottano tutti i giorni e si affidano all’ottantina fra mense e altre strutture accreditate per affrontare l’incubo del pranzo miraggio. 
Ma c’è un bollettino che va oltre i numeri: è l’invito-impegno per sabato. Un carrello zeppo di solidarietà per la 17esima Giornata nazionale del banco alimentare. A illustrare l’iniziativa è Stefano Demaldè, al timone del Banco alimentare che spiega: «Sono 149 i supermercati del nostro territorio che hanno scelto di partecipare all’iniziativa - 21 punti vendita in più rispetto allo scorso anno - e oltre 2 mila volontari, fra cui i dipendenti Barilla e Glaxo e gli Alpini, pronti a invitare la città a donare. Gli alimenti a lunga conservazione arriveranno alle strutture caritatevoli che, solo nel 2012, hanno distribuito oltre 624 mila chili di cibo, per un valore economico che si aggira sui 2 milioni di euro». 
Il team della città che aiuta è schierato di fronte alla «platea» della mensa Caritas di via Turchi. Ieri, infatti, alla presentazione dell’iniziativa hanno partecipato Giovanni De Santis, presidente della Fondazione Banco alimentare, l’assessore al Welfare, Laura Rossi, il presidente della Provincia, Vincenzo Bernazzoli, il consigliere di Fondazione Cariparma, Stefano Andreoli e Cecilia Scaffardi direttrice di Caritas diocesana nonché presidente della Fondazione Caritas Sant’Ilario. 
C’è un’altra stima che fa bene ricordare: sono stati 122.200 i chili di alimenti raccolti la scorsa edizione della Giornata nazionale del Banco alimentare. «In questi mesi stiamo lavorando per aumentare le risorse sia come generi che come volontariato - chiarisce la Rossi -. Perché l’emergenza c’è». «L’obiettivo non è solo dare un aiuto concreto - le fa eco il presidente della Provincia - ma anche ricordare che siamo tutti impegnati a non rassegnarci. A non accettare l’idea che la nostra società sia spaccata tra chi sta bene e chi vive l’incubo della fame». 
E rintoccano le parole di Papa Francesco «che ci richiama alla responsabilità - chiariscono la Scaffardi e De Santis -. Il traguardo è la capacità di condividere i bisogni per condividere il resto della vita». Tra i pilastri del progetto spicca sicuramente Fondazione Cariparma, che in passato ha fornito un sostanziale contributo per la piattaforma alimentare del Cepim a Fontevivo: «L’auspicio - chiarisce Andreoli - è che le maglie della rete si facciano sempre più fitte. Occorre fare delle iniziative di straordinaria solidarietà, un impegno ordinario». 
E si ricorda anche lo storico presidente Carlo Gabbi, da sempre in prima linea per la politica dell’aiuto alle persone.  
Chiara Pozzati

Parma ha fame. Da inizio anno sono oltre 7mila solo in città, quasi 15mila in tutto il territorio, le persone in cerca di un pasto caldo. Lottano tutti i giorni e si affidano all’ottantina fra mense e altre strutture accreditate per affrontare l’incubo del pranzo miraggio. 
Ma c’è un bollettino che va oltre i numeri: è l’invito-impegno per sabato. Un carrello zeppo di solidarietà per la 17esima Giornata nazionale del banco alimentare. A illustrare l’iniziativa è Stefano Demaldè, al timone del Banco alimentare che spiega: «Sono 149 i supermercati del nostro territorio che hanno scelto di partecipare all’iniziativa - 21 punti vendita in più rispetto allo scorso anno - e oltre 2 mila volontari, fra cui i dipendenti Barilla e Glaxo e gli Alpini, pronti a invitare la città a donare. Gli alimenti a lunga conservazione arriveranno alle strutture caritatevoli che, solo nel 2012, hanno distribuito oltre 624 mila chili di cibo, per un valore economico che si aggira sui 2 milioni di euro». 
Il team della città che aiuta è schierato di fronte alla «platea» della mensa Caritas di via Turchi. Ieri, infatti, alla presentazione dell’iniziativa hanno partecipato Giovanni De Santis, presidente della Fondazione Banco alimentare, l’assessore al Welfare, Laura Rossi, il presidente della Provincia, Vincenzo Bernazzoli, il consigliere di Fondazione Cariparma, Stefano Andreoli e Cecilia Scaffardi direttrice di Caritas diocesana nonché presidente della Fondazione Caritas Sant’Ilario. 
C’è un’altra stima che fa bene ricordare: sono stati 122.200 i chili di alimenti raccolti la scorsa edizione della Giornata nazionale del Banco alimentare. «In questi mesi stiamo lavorando per aumentare le risorse sia come generi che come volontariato - chiarisce la Rossi -. Perché l’emergenza c’è». «L’obiettivo non è solo dare un aiuto concreto - le fa eco il presidente della Provincia - ma anche ricordare che siamo tutti impegnati a non rassegnarci. A non accettare l’idea che la nostra società sia spaccata tra chi sta bene e chi vive l’incubo della fame». 
E rintoccano le parole di Papa Francesco «che ci richiama alla responsabilità - chiariscono la Scaffardi e De Santis -. Il traguardo è la capacità di condividere i bisogni per condividere il resto della vita». Tra i pilastri del progetto spicca sicuramente Fondazione Cariparma, che in passato ha fornito un sostanziale contributo per la piattaforma alimentare del Cepim a Fontevivo: «L’auspicio - chiarisce Andreoli - è che le maglie della rete si facciano sempre più fitte. Occorre fare delle iniziative di straordinaria solidarietà, un impegno ordinario». 
E si ricorda anche lo storico presidente Carlo Gabbi, da sempre in prima linea per la politica dell’aiuto alle persone.  

 

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