Sei in Archivio

Salsomaggiore

Torna la protesta: commercianti in piazza contro il «fisco iniquo»

Una sessantina di imprenditori ieri hanno abbassato le serrande e sono scesi in piazza

28 novembre 2013, 19:35

Torna la protesta: commercianti in piazza contro il «fisco iniquo»

 

Paola Tanzi 
Ore 9: in piazza della Libertà ieri era di scena la serrata nazionale. E poco dopo i protagonisti, una sessantina, che hanno tenuto abbassate le saracinesche dei negozi appendendo fuori il volantino dell’iniziativa, hanno incontrato il sindaco per esternare problematiche e timori. 
In tanti commercianti, imprenditori, artigiani e liberi professionisti ieri mattina si sono dati appuntamento di fronte alla Residenza Municipale per protestare, pacificamente, contro un sistema fiscale ormai ritenuto «un’estorsione di Stato». A guidare il gruppo salsese, cui si sono aggiunti anche alcuni commercianti fidentini, Luigina Ollari, la commerciante che dal luglio scorso sciopera per ottenere un’equità fiscale che molti richiedono. 
La serrata nazionale, che ha riscosso grande successo in Italia, ha portato l’attenzione alla gravità della situazione in cui vive il mondo delle partite Iva. «Oggi vorremmo essere ascoltati: la situazione è gravissima. E non reggeremo molto: nel 2014 non ci saremo più. È necessario una revisione degli studi di settore, una diminuzione forte della tassazione» queste le richieste della piazza. Poco dopo arriva il primo cittadino: sin dalla prima mattinata aveva fatto sapere di voler incontrare il «suo» comparto economico per ascoltarlo e per decidere insieme il percorso possibile. 
«Salsomaggiore, signor sindaco, è la città termale più in crisi d’Italia. Bisogna valutare la situazione attuale nei sistemi tributari. Siamo stati penalizzati dalla crisi, ma anche da un sistema termale inesistente non solo a livello nazionale, ma anche locale, gestito di persone non adeguate ai ruoli ricoperti. E a pagarne le conseguenze siamo noi. Ora vogliamo che il Comune, il nostro Comune, si muova: sull’esempio di altre realtà italiane, chiediamo sia attuata una revisione degli studi di settore, una vera e propria estorsione legalizzata, ed un abbassamento della tassazione locale». 
Queste le richieste degli imprenditori a Filippo Fritelli. «È un primo passo. Il nostro percorso e la battaglia contro gli studi di settore proseguono: la mia intenzione era una class action contro l’Italia. Con una decina di colleghi abbiamo contattato il Codacons. Presto sapremo come muoverci: i parametri per un’azione legale ci sono tutti» ha spiegato Luigina Ollari, che ieri, vedendo tanti colleghi in piazza non ha lesinato grazie per l’appoggio dimostrato.
 «A tutti, ed in particolare al presidente Vernazza che ieri è intervenuto sul giornale, perché so che non è facile. Ma insieme, uniti, ce la possiamo fare».  
Paola Tanzi 
Ore 9: in piazza della Libertà ieri era di scena la serrata nazionale. 
E poco dopo i protagonisti, una sessantina, che hanno tenuto abbassate le saracinesche dei negozi appendendo fuori il volantino dell’iniziativa, hanno incontrato il sindaco per esternare problematiche e timori. In tanti commercianti, imprenditori, artigiani e liberi professionisti ieri mattina si sono dati appuntamento di fronte alla Residenza Municipale per protestare, pacificamente, contro un sistema fiscale ormai ritenuto «un’estorsione di Stato». A guidare il gruppo salsese, cui si sono aggiunti anche alcuni commercianti fidentini, Luigina Ollari, la commerciante che dal luglio scorso sciopera per ottenere un’equità fiscale che molti richiedono..................Articolo completo sulla  Gazzetta di Parma in edicola