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«Join Unipr», il futuro parte adesso

Promossa una collaborazione tra Università e impresa per il trasferimento tecnologico

29 novembre 2013, 16:51

«Join Unipr», il futuro parte adesso

 

Margherita Portelli
Il futuro parte adesso. È questo l’augurio con cui si sono salutati i rappresentanti dell’Università di Parma e del tessuto imprenditoriale cittadino, ieri, durante la presentazione di «Join Unipr», un progetto dell’ateneo per la promozione delle collaborazione tra università e impresa nell’ambito del trasferimento tecnologico: una a disposizione dell’altra, per cominciare a fare concretamente quello che da tempo si professa di voler fare. 
Sono quattro  le azioni contemplate dal progetto: «Impresa chiama, ricerca risponde», per rilevare i bisogni delle imprese; «Sportello Università-Impresa», per la creazione di reti tra ricercatori e imprenditori; «Sportello dell’inventore», in collaborazione con il Centro sviluppo brevetti; e «Incontri B2B», meeting tra docenti e imprenditori.
«La nostra università è ricca di un prezioso know how e crediamo di poter dare il nostro contributo al territorio - ha introdotto il rettore, Loris Borghi -. E ci sarebbe bisogno di semplificazione nel rapporto degli atenei con l’esterno, che in questo frangente hanno davvero vita difficile». Nel 2012 per l’Università di Parma il valore delle collaborazioni con il settore privato è stato di circa 5 milioni di euro, per un totale di 400 contratti: «Ci vengono richiesti piccoli interventi sul trasferimento tecnologico - ha specificato il pro rettore alla Ricerca, Furio Brighenti -, ma tra i grossi problemi c’è quello di riuscire a individuare con esattezza chi può saper fare cosa».
Per il mondo dell’impresa ha portato la sua testimonianza Cesare Azzali, direttore dell’Unione parmense degli industriali: «Il resto del mondo sta cambiando a gran velocità, bisogna cominciare a fare quello che diciamo di voler fare - ha spiegato -: mettere le potenzialità dell’università sul mercato. Questo territorio tornerà a crescere se riuscirà, anche grazie a progetti come questo, a fare cose ambiziose».
Dopo la presentazione delle singole azioni del progetto, da parte di Barbara Panciroli, dirigente dell’area ricerca dell’ateneo, Andrea Pontremoli, amministratore delegato e direttore generale della Dallara Automobili, ha catturato l’attenzione dell’auditorium con il suo intervento. «Il mondo è cambiato? E io dico: meno male. Perché siamo passati dal pesce grosso che mangia il pesce piccolo al pesce veloce che mangia quello lento: oggi è la velocità a determinare il successo, perché non basta inventare, bisogna dare forma concreta a ciò che si è inventato, rapidamente, e renderne facile l’utilizzo - ha commentato -. Ma è il territorio, insieme alla tecnologia e alle persone, a fare la differenza: nel mondo globale non esiste un’azienda competitiva se non è competitivo il territorio in cui si trova, ecco perché bisogna dialogare con le istituzioni che ne fanno parte. Invece di rincorrerlo, il futuro, dobbiamo crearlo. Partendo da qui».  
Margherita Portelli

 

Il futuro parte adesso. È questo l’augurio con cui si sono salutati i rappresentanti dell’Università di Parma e del tessuto imprenditoriale cittadino, ieri, durante la presentazione di «Join Unipr», un progetto dell’ateneo per la promozione delle collaborazione tra università e impresa nell’ambito del trasferimento tecnologico: una a disposizione dell’altra, per cominciare a fare concretamente quello che da tempo si professa di voler fare. Sono quattro  le azioni contemplate dal progetto: «Impresa chiama, ricerca risponde», per rilevare i bisogni delle imprese; «Sportello Università-Impresa», per la creazione di reti tra ricercatori e imprenditori; «Sportello dell’inventore», in collaborazione con il Centro sviluppo brevetti; e «Incontri B2B», meeting tra docenti e imprenditori.«La nostra università è ricca di un prezioso know how e crediamo di poter dare il nostro contributo al territorio - ha introdotto il rettore, Loris Borghi -. E ci sarebbe bisogno di semplificazione nel rapporto degli atenei con l’esterno, che in questo frangente hanno davvero vita difficile». Nel 2012 per l’Università di Parma il valore delle collaborazioni con il settore privato è stato di circa 5 milioni di euro, per un totale di 400 contratti: «Ci vengono richiesti piccoli interventi sul trasferimento tecnologico - ha specificato il pro rettore alla Ricerca, Furio Brighenti -, ma tra i grossi problemi c’è quello di riuscire a individuare con esattezza chi può saper fare cosa».Per il mondo dell’impresa ha portato la sua testimonianza Cesare Azzali, direttore dell’Unione parmense degli industriali: «Il resto del mondo sta cambiando a gran velocità, bisogna cominciare a fare quello che diciamo di voler fare - ha spiegato -: mettere le potenzialità dell’università sul mercato. Questo territorio tornerà a crescere se riuscirà, anche grazie a progetti come questo, a fare cose ambiziose».Dopo la presentazione delle singole azioni del progetto, da parte di Barbara Panciroli, dirigente dell’area ricerca dell’ateneo, Andrea Pontremoli, amministratore delegato e direttore generale della Dallara Automobili, ha catturato l’attenzione dell’auditorium con il suo intervento. «Il mondo è cambiato? E io dico: meno male. Perché siamo passati dal pesce grosso che mangia il pesce piccolo al pesce veloce che mangia quello lento: oggi è la velocità a determinare il successo, perché non basta inventare, bisogna dare forma concreta a ciò che si è inventato, rapidamente, e renderne facile l’utilizzo - ha commentato -. Ma è il territorio, insieme alla tecnologia e alle persone, a fare la differenza: nel mondo globale non esiste un’azienda competitiva se non è competitivo il territorio in cui si trova, ecco perché bisogna dialogare con le istituzioni che ne fanno parte. Invece di rincorrerlo, il futuro, dobbiamo crearlo. Partendo da qui».  

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