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Bancomat clonati con lo "skimmer": arresti anche in Emilia-Romagna

La polizia postale di Perugia esegue 22 ordinanze di custodia in tutta Italia

29 novembre 2013, 10:19

Bancomat clonati con lo

 

Il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Perugia, coordinato dal Servizio Polizia Postale di Roma, sta eseguendo una vasta operazione per l'esecuzione di 22 ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al cosiddetto 'skimmer', il furto di codici di carte Bancomat e carte di credito effettuato mediante l’installazione di apparecchiature all’interno degli stessi Bancomat.
Le indagini degli uomini del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Perugia hanno permesso di individuare un’articolata organizzazione criminale transnazionale, di matrice rumena, dedita all’installazione delle apparecchiature finalizzata al furto di dati e alla falsificazione delle carte. Accertati almeno 50 "attacchi" nell’ultimo anno in quasi tutto il territorio nazionale, e in particolare Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Puglia e Calabria.
Gli arresti sono stati eseguiti nel Lazio, in Lombardia, in Piemonte, in Emilia Romagna e nelle Marche in collaborazione con i Compartimenti della Polizia Postale territorialmente competenti. Alcuni indagati sono stati individuati e arrestati in Romania e Danimarca.
Ulteriori dettagli saranno illustrati nel corso della conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso gli Uffici del Compartimento Polizia Postale di Perugia.
(ANSA) - Il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Perugia, coordinato dal Servizio Polizia Postale di Roma, esegue 22 ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al cosiddetto "skimmer", il furto di codici di carte Bancomat e carte di credito effettuato mediante l’installazione di apparecchiature all’interno degli stessi Bancomat. 
Le indagini degli uomini del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Perugia hanno permesso di individuare un’articolata organizzazione criminale transnazionale, di matrice rumena, dedita all’installazione delle apparecchiature finalizzata al furto di dati e alla falsificazione delle carte.Accertati almeno 50 "attacchi" nell’ultimo anno in quasi tutto il territorio nazionale, e in particolare Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Puglia e Calabria.
Gli arresti sono stati eseguiti nel Lazio, in Lombardia, in Piemonte, in Emilia-Romagna e nelle Marche in collaborazione con i Compartimenti della Polizia Postale territorialmente competenti. Alcuni indagati sono stati individuati e arrestati in Romania e Danimarca. 

Nella conferenza stampa a Perugia, la dirigente della polizia postale Annalisa Lillini ha ribadito che tutte e 22 le ordinanze di custodia riguardano romeni (cinque dei quali erano già in carcere), irregolari sul territorio italiano e divisi in quattro gruppi principali, collegati fra loro, che risiedevano principalmente a Milano, Torino, Ravenna e Roma.

Nell’individuazione degli indagati, molto hanno contato le riprese delle telecamere installate nei pressi di ognuno dei bancomat presi di mira dall’organizzazione, i cui componenti sono stati individuati anche grazie alle intercettazioni sulle loro utenze telefoniche e di posta elettronica.

Le indagini (svolte in collaborazione con Interpol e polizia romena) avevano preso le mosse da tre arresti in flagranza che la polpost di Perugia aveva compiuto nel settembre dell’anno scorso, quando erano stati bloccati tre romeni mentre recuperavano uno skimmer da un bancomat a Santa Maria degli Angeli. Siccome era stato poi accertato che gli stessi tre arrestati avevano compiuto, quattro giorni prima, un "attacco" analogo ad un bancomat di Perugia, la polizia postale del capoluogo aveva approfondito le indagini, fino ad arrivare all’individuazione dei 22 romeni arrestati oggi.

Nella conferenza stampa è stato anche spiegato che, nel corso delle indagini, la stessa polizia postale è riuscita a bloccare 13 dei 50 "attacchi" ai bancomat messi in atto in varie regioni dall’organizzazione. Di solito – è stato specificato – con i dati sottratti tramite skimmer (una barretta lunga una ventina di centimetri e larga tre, di solito installata in un angolo dell’apparato bancomat) gli arrestati prelevavano contante dallo stesso bancomat preso di mira.

(foto d'archivio)