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Teatro pezzani

Ester Cantoni: «Amleto qui vive in un tempo assoluto»

Stasera il debutto

29 novembre 2013, 19:03

Ester Cantoni: «Amleto qui vive in un  tempo assoluto»

 

Mariacristina Maggi 
E’ un Amleto proiettato nel futuro e ambientato in un’atmosfera oscura e immaginifica, tra ruderi e piogge acide, passato e presente, quello in scena da questa sera fino all’8 dicembre al Nuovo Teatro Pezzani. La nuova produzione della Compagnia dei Borghi affronta ancora una volta la più grande tragedia di tutti i tempi con uno spirito e un’energia sempre nuovi ed entusiasmanti. Diretta da Ester Cantoni e dopo il successo del debutto al Teatro San Paolo di Roma quest’inedita edizione è molto attesa dal pubblico parmigiano. «Ho deciso di ambientare questo spettacolo in un luogo e in un tempo lontani, in un futuro remoto e distante che potrebbe identificarsi con una qualsiasi epoca del mondo, passata, presente, futura: questo perché Amleto è un’opera senza limiti di tempo e di spazio, carica di una tale forza e potenza testuale che da sempre interpella l’uomo sulle grandi tematiche dell’essere. Ogni frase contenuta nell’Amleto, come nessun’altra mai in passato e nel futuro, lascia sicuramente senza parole: dopo tutto, il resto è silenzio...», spiega la Cantoni che considera il testo di Shakespeare l’opera teatrale per eccellenza: «l’opera più ricca significati e sfaccettature, un vademecum di infinite possibilità». Ed è una galassia ricca di simboli, tra luci, costumi, strutture in plexiglass e ombrelli che rappresentano una difesa, una spada, ma anche una possibile offesa: in scena sei attori (due ruoli ciascuno) interpretano i personaggi che muovono una macchina drammaturgica futuristica scandita dalla forza della parola e dal ritmo della musica di Bruno Ilariuzzi: una scena è legata all’altra tanto da non lasciare allo spettatore il tempo di riprendere fiato dall’inizio alla precipitosa fine. «Tantissime sono le chiavi di lettura di un testo immortale di grande contemporaneità e sconfinata bellezza: la nostra sfida consiste proprio nel sottolinearne l’eterna l’attualità evitando appositamente un allestimento tradizionale, ma sempre vivo e diretto, tra galassie immaginarie, paradossi e verità», spiega ancora la regista che nonostante l’allestimento futuristico ha rispettato pienamente la struttura drammaturgica tralasciando però l’aspetto filosofico in nome di quello intimo e poetico. «Il lavoro di squadra (con Patrizia Grossi aiuto regista) è stato straordinario, un work in progress senza sosta con risultati sempre nuovi: un’alchimia necessaria per raggiungere l’obiettivo», conclude la Cantoni che per l’occasione vestirà il duplice ruolo di Gertrude e Ofelia: due specchi dell’animo umano. Affiatati e complici gli attori che si muovo nella galassia di Elsinore: Giuseppe Renzo, Giancarlo Fares, Ester Cantoni, Daniele Coscarella, Davide Bennati, Michele Falica. 
Per informazioni: 0521.200241. 
Mariacristina Maggi 

 

E’ un Amleto proiettato nel futuro e ambientato in un’atmosfera oscura e immaginifica, tra ruderi e piogge acide, passato e presente, quello in scena da questa sera fino all’8 dicembre al Nuovo Teatro Pezzani. La nuova produzione della Compagnia dei Borghi affronta ancora una volta la più grande tragedia di tutti i tempi con uno spirito e un’energia sempre nuovi ed entusiasmanti. Diretta da Ester Cantoni e dopo il successo del debutto al Teatro San Paolo di Roma quest’inedita edizione è molto attesa dal pubblico parmigiano. «Ho deciso di ambientare questo spettacolo in un luogo e in un tempo lontani, in un futuro remoto e distante che potrebbe identificarsi con una qualsiasi epoca del mondo, passata, presente, futura: questo perché Amleto è un’opera senza limiti di tempo e di spazio, carica di una tale forza e potenza testuale che da sempre interpella l’uomo sulle grandi tematiche dell’essere. Ogni frase contenuta nell’Amleto, come nessun’altra mai in passato e nel futuro, lascia sicuramente senza parole: dopo tutto, il resto è silenzio...», spiega la Cantoni che considera il testo di Shakespeare l’opera teatrale per eccellenza: «l’opera più ricca significati e sfaccettature, un vademecum di infinite possibilità». Ed è una galassia ricca di simboli, tra luci, costumi, strutture in plexiglass e ombrelli che rappresentano una difesa, una spada, ma anche una possibile offesa: in scena sei attori (due ruoli ciascuno) interpretano i personaggi che muovono una macchina drammaturgica futuristica scandita dalla forza della parola e dal ritmo della musica di Bruno Ilariuzzi: una scena è legata all’altra tanto da non lasciare allo spettatore il tempo di riprendere fiato dall’inizio alla precipitosa fine. «Tantissime sono le chiavi di lettura di un testo immortale di grande contemporaneità e sconfinata bellezza: la nostra sfida consiste proprio nel sottolinearne l’eterna l’attualità evitando appositamente un allestimento tradizionale, ma sempre vivo e diretto, tra galassie immaginarie, paradossi e verità», spiega ancora la regista che nonostante l’allestimento futuristico ha rispettato pienamente la struttura drammaturgica tralasciando però l’aspetto filosofico in nome di quello intimo e poetico. «Il lavoro di squadra (con Patrizia Grossi aiuto regista) è stato straordinario, un work in progress senza sosta con risultati sempre nuovi: un’alchimia necessaria per raggiungere l’obiettivo», conclude la Cantoni che per l’occasione vestirà il duplice ruolo di Gertrude e Ofelia: due specchi dell’animo umano. Affiatati e complici gli attori che si muovo nella galassia di Elsinore: Giuseppe Renzo, Giancarlo Fares, Ester Cantoni, Daniele Coscarella, Davide Bennati, Michele Falica. Per informazioni: 0521.200241. 

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