Sei in Archivio

La Bula sbarca sul web: ecco la bottega digitale

Il nuovo progetto della cooperativa coinvolge cinque ragazzi

29 novembre 2013, 17:58

La Bula sbarca sul web: ecco la bottega digitale

 

Chiara Pozzati
C’è un tarlo «buono» nel web: la famiglia de La Bula solleva il sipario sulla nuova bottega digitale. I cinque ragazzi speciali, protagonisti del progetto che trova casa in via Emilio Lepido 35/a, sono Samuele, Anselmo, Andrea, Augustin e Francesk. La cooperativa, fiore all’occhiello dei quartieri San Lazzaro e Lubiana, invita la città a scoprire «Digitarlo». 
Abbiamo fatto in anteprima il viaggio nell’accogliente laboratorio, l’inaugurazione ufficiale, infatti, è fissata per martedì prossimo. Il ricco ventaglio d’iniziative-servizi tende la mano tra le pareti tinteggiate di fresco. Tanto per cominciare i cinque protagonisti si occupano di trasformazione di diapositive, negativi, vhs e video2000 in files digitali, fruibili attraverso computer o televisori di ultima generazione. 
Ma nel progetto scatta anche la «biblioteca-baratto»: «Si tratta di book-crossing - spiegano raggianti gli organizzatori -: chiunque potrà arrivare, donare il proprio libro e uscirne con quello portato da qualcun altro». Quest’attività vede, fra l’altro, la preziosa collaborazione con i volontari della nascente associazione «Amici de La Bula». E sulle orme della storica falegnameria, che coinvolge un quartiere intero, continua l’opera di «recupero dei ricordi»: «Grazie alla fantasia, al gusto estetico e al lavoro delle persone, cose povere e di scarto possono diventare oggetti nuovi, diversi e belli, come nel caso degli arredi della biblioteca baratto», proseguono. 
Prezioso e sotto gli occhi di tutti è anche il frutto di «Ricordi Futuri», un progetto finanziato da Fondazione Cariparma: «Operatori e ragazzi hanno cominciato quasi per gioco a digitalizzare vecchi foto e filmati della cooperativa. Il laboratorio ha funzionato bene, i ragazzi sono rimasti entusiasti e hanno “impresso sul web” le immagini di trent'anni di vita in cooperativa». 
«Abbiamo deciso di scommettere su questa attività per cercare di dare un’opportunità in più alle persone disabili, che in questo periodo di crisi faticano a trovare uno spazio nel mondo del lavoro - conclude Patrizia Ridella, al timone de La Bula - . Tutto questo attraverso la formazione su un settore cruciale oggi come quello dell’informatica. L’obiettivo è quello di trasformare, nel lungo periodo, una semplice attività in un vero e proprio ramo lavorativo della cooperativa. La scelta di definirci “bottega” tradisce la volontà di creare un luogo che sia lavorativo, ma anche aperto alle relazioni e attento al contesto in cui è inserito». 
Chiara Pozzati

 

C’è un tarlo «buono» nel web: la famiglia de La Bula solleva il sipario sulla nuova bottega digitale. I cinque ragazzi speciali, protagonisti del progetto che trova casa in via Emilio Lepido 35/a, sono Samuele, Anselmo, Andrea, Augustin e Francesk. La cooperativa, fiore all’occhiello dei quartieri San Lazzaro e Lubiana, invita la città a scoprire «Digitarlo». Abbiamo fatto in anteprima il viaggio nell’accogliente laboratorio, l’inaugurazione ufficiale, infatti, è fissata per martedì prossimo. Il ricco ventaglio d’iniziative-servizi tende la mano tra le pareti tinteggiate di fresco. Tanto per cominciare i cinque protagonisti si occupano di trasformazione di diapositive, negativi, vhs e video2000 in files digitali, fruibili attraverso computer o televisori di ultima generazione. Ma nel progetto scatta anche la «biblioteca-baratto»: «Si tratta di book-crossing - spiegano raggianti gli organizzatori -: chiunque potrà arrivare, donare il proprio libro e uscirne con quello portato da qualcun altro». Quest’attività vede, fra l’altro, la preziosa collaborazione con i volontari della nascente associazione «Amici de La Bula». E sulle orme della storica falegnameria, che coinvolge un quartiere intero, continua l’opera di «recupero dei ricordi»: «Grazie alla fantasia, al gusto estetico e al lavoro delle persone, cose povere e di scarto possono diventare oggetti nuovi, diversi e belli, come nel caso degli arredi della biblioteca baratto», proseguono. Prezioso e sotto gli occhi di tutti è anche il frutto di «Ricordi Futuri», un progetto finanziato da Fondazione Cariparma: «Operatori e ragazzi hanno cominciato quasi per gioco a digitalizzare vecchi foto e filmati della cooperativa. Il laboratorio ha funzionato bene, i ragazzi sono rimasti entusiasti e hanno “impresso sul web” le immagini di trent'anni di vita in cooperativa». «Abbiamo deciso di scommettere su questa attività per cercare di dare un’opportunità in più alle persone disabili, che in questo periodo di crisi faticano a trovare uno spazio nel mondo del lavoro - conclude Patrizia Ridella, al timone de La Bula - . Tutto questo attraverso la formazione su un settore cruciale oggi come quello dell’informatica. L’obiettivo è quello di trasformare, nel lungo periodo, una semplice attività in un vero e proprio ramo lavorativo della cooperativa. La scelta di definirci “bottega” tradisce la volontà di creare un luogo che sia lavorativo, ma anche aperto alle relazioni e attento al contesto in cui è inserito». 

 

Gaurda il servizio del TgParma