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Parma di una volta nel libro di Alda Magnani

L'autrice: «Ho scritto dei miei ricordi e di personaggi noti». Isa Guastalla: «E' il ritratto di una città complessa»

29 novembre 2013, 18:31

Parma di una volta nel libro di Alda Magnani

 

Giulia Viviani
Come restituire lo spirito di una città in meno di cento pagine? Lo fa Alda Magnani, con i suoi «Racconti parmigiani» (Edizioni ETS), presentati ieri alla Libreria Fiaccadori dall’autrice stessa, introdotta da Isa Guastalla e con le letture di Stefania Moroni. Nocetana, laureata in lettere, per anni ha insegnato italiano e latino in molti licei cittadini, ultimo prima di andare in pensione, lo scientifico Ulivi, da tempo si dedica alla poesia, con diversi volumi pubblicati e concorsi vinti, e ultimamente anche alla prosa, genere a cui afferiscono questi nuovi racconti, come quelli contenuti nella precedente raccolta, «Racconti nocetani», uscita lo scorso anno. «Ne esce il ritratto di una città complessa - spiega Isa Guastalla - fatta di personaggi veri o verosimili, che intrattengono rapporti e conversazioni dal sapore assolutamente reale». È il clima affettuoso di recupero in cui l’autrice colloca questi suoi personaggi a renderli significativi per la storia di una città, raccontata con semplicità ed essenzialità dall’occhio di un io narrante che dà continuità. 
«Nel libro ci sono io con i miei ricordi - racconta Alda Magnani - quelli accumulati da quando i miei genitori decisero di mandarmi a studiare a Parma. Poi però ci sono anche personaggi noti a tutti come Padre Lino o Barbara Sanseverino, o la «Boia», pronipote del boia di epoca ducale alla quale la gente si rivolgeva per far «segnare» i mali». Poi ci sono i personaggi inventati che però sembrano usciti da una fotografia d’epoca, anziché dalla fantasia di una scrittrice, come le vecchine dell’Oltretorrente che ogni giorno si ritrovano sotto casa per farsi compagnia. Immagini di una Parma che forse non c'è più, ma di cui si conserva lo spirito in posti speciali, come sono senz’altro le pagine dei libri. Il volume «Racconti parmigiani» si può trovare alla Libreria Fiaccadori ed ha una caratteristica che lo rende ancor più prezioso: lo scopo benefico. 
«Il ricavato sarà interamente devoluto alla costruzione di case per i poveri villaggi dell’Uruguay, di cui ho conosciuto la realtà grazie a don Giuseppe Benfenati che ha iniziato un’opera importante negli anni '80, dando abitazioni degne a chi vive ancora sotto tetti di paglia».
Giulia Viviani

 

Come restituire lo spirito di una città in meno di cento pagine? Lo fa Alda Magnani, con i suoi «Racconti parmigiani» (Edizioni ETS), presentati ieri alla Libreria Fiaccadori dall’autrice stessa, introdotta da Isa Guastalla e con le letture di Stefania Moroni. Nocetana, laureata in lettere, per anni ha insegnato italiano e latino in molti licei cittadini, ultimo prima di andare in pensione, lo scientifico Ulivi, da tempo si dedica alla poesia, con diversi volumi pubblicati e concorsi vinti, e ultimamente anche alla prosa, genere a cui afferiscono questi nuovi racconti, come quelli contenuti nella precedente raccolta, «Racconti nocetani», uscita lo scorso anno. «Ne esce il ritratto di una città complessa - spiega Isa Guastalla - fatta di personaggi veri o verosimili, che intrattengono rapporti e conversazioni dal sapore assolutamente reale». È il clima affettuoso di recupero in cui l’autrice colloca questi suoi personaggi a renderli significativi per la storia di una città, raccontata con semplicità ed essenzialità dall’occhio di un io narrante che dà continuità. «Nel libro ci sono io con i miei ricordi - racconta Alda Magnani - quelli accumulati da quando i miei genitori decisero di mandarmi a studiare a Parma. Poi però ci sono anche personaggi noti a tutti come Padre Lino o Barbara Sanseverino, o la «Boia», pronipote del boia di epoca ducale alla quale la gente si rivolgeva per far «segnare» i mali». Poi ci sono i personaggi inventati che però sembrano usciti da una fotografia d’epoca, anziché dalla fantasia di una scrittrice, come le vecchine dell’Oltretorrente che ogni giorno si ritrovano sotto casa per farsi compagnia. Immagini di una Parma che forse non c'è più, ma di cui si conserva lo spirito in posti speciali, come sono senz’altro le pagine dei libri. Il volume «Racconti parmigiani» si può trovare alla Libreria Fiaccadori ed ha una caratteristica che lo rende ancor più prezioso: lo scopo benefico. «Il ricavato sarà interamente devoluto alla costruzione di case per i poveri villaggi dell’Uruguay, di cui ho conosciuto la realtà grazie a don Giuseppe Benfenati che ha iniziato un’opera importante negli anni '80, dando abitazioni degne a chi vive ancora sotto tetti di paglia».