Sei in Archivio

Reggio Emilia

Una calamita da mezzo chilo per rimuovere l'antitaccheggio: arrestato

Il 30enne ha colpito anche a Parma

29 novembre 2013, 13:47

 

Quando hanno esaminato il costoso giubbotto rubato dall’interno di un negozio del centro commerciale I Petali di Reggio Emilia, i Carabinieri si sono chiesti come mai il capo non fosse stato danneggiato sebbene privato dell’antitaccheggio. Per questo i Carabinieri della Stazione di Reggio Emilia Santa Croce si sono soffermati all’interno del negozio ispezionando il punto dove il ragazzo è stato notato armeggiare furtivamente. Un’ispezione attenta che ha portato alla risposta: sotto uno scafale i Carabinieri rinvenivano una potente calamita del peso di circa mezzo chilo idonea alla rimozione dei dispositivi antitaccheggio. Non un tentato furto semplice che lo avrebbe visto essere denunciato a piede libero ma un tentativo di furto aggravato dall’utilizzo del mezzo fraudolento che ha visto i Carabinieri di Reggio Emilia Santa Croce arrestare un 30enne domiciliato a Reggio Emilia. Una scaltra e grave condotta delittuosa recepita anche dal Tribunale di Reggio Emilia che dopo la convalida dell’arresto ha disposto la carcerazione del giovane in attesa del processo fissato il prossimo 6 dicembre. Il giubbotto, del valore di 350 euro, essendo rimasto intatto è quindi tornato negli scafali per essere venduto. I Carabinieri di Via Adua sono convinti di essersi imbattuti in un vero e proprio professionista dell’antitaccheggio: oltre alla “novità” del magnete i precedenti specifici depongono a suo sfavore: con una serie numerosa di alias risulta infatti essere stato denunciato ed arrestato per tale commissione di furti in varie città del’Emilia tra cui Parma, Modena e Reggio Emilia dove ha colpito probabilmente con il magnete che però è sempre riuscito a nascondere.
 
I carabinieri di Reggio Emilia hanno arrestato un 30enne che ha cercato di rubare un giubbotto rimuovendo il dispositivo antitaccheggio con l'aiuto di una potente calamita "installata" di nascosto nel negozio preso di mira. Una tecnica che potrebbe aver impiegato anche in altri furti per i quali è accusato, commessi anche a Parma. 

Quando hanno esaminato il costoso giubbotto rubato dall’interno di un negozio del centro commerciale I Petali di Reggio Emilia, i carabinieri si sono chiesti come mai il capo non fosse stato danneggiato sebbene privato del dispositivo antitaccheggio. Per questo i militari della stazione di Reggio Emilia Santa Croce si sono soffermati nel negozio ispezionando il punto dove il ragazzo è stato notato armeggiare furtivamente. Sotto a uno scaffale hanno trovato una potente calamita, del peso di circa mezzo chilo, idonea alla rimozione dei dispositivi antitaccheggio. Non un tentato furto semplice, che lo avrebbe visto essere denunciato a piede libero, ma un tentativo di furto aggravato dall’utilizzo del mezzo fraudolento: così i carabinieri hanno arrestato un 30enne domiciliato a Reggio Emilia. 

Dopo la convalida dell’arresto, il tribunale ha disposto la carcerazione in attesa del processo, fissato per il prossimo 6 dicembre.
Il giubbotto, del valore di 350 euro, essendo rimasto intatto è quindi tornato negli scaffali per essere venduto.
I carabinieri di via Adua sono convinti di essersi imbattuti in un vero e proprio professionista dell’antitaccheggio. Oltre alla “novità” del magnete i precedenti specifici depongono a suo sfavore: con una serie numerosa di alias risulta infatti essere stato denunciato e arrestato per furti commessi in varie città dell’Emilia, tra cui Parma, Modena e Reggio Emilia, dove ha colpito probabilmente con il magnete, che però è sempre riuscito a nascondere.