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l'inchiesta

«Adottare un'aiuola? Lo stiamo già facendo»

30 novembre 2013, 08:21

«Adottare un'aiuola? Lo stiamo già facendo»

 

Manrico Lamur
La cittadinanza attiva? Va bene ma con alcuni distinguo. E’ stato infatti accolto favorevolmente dai salsesi, anche se non promosso a pieni voti, il nuovo progetto messo in campo dall’amministrazione comunale, del quale entro fine anno uscirà un bando sulle varie tipologie di attività cui sarà possibile aderire presentando progetti e proposte, che prevede come condizione per aderire, appunto, la presentazione di un progetto che verrà valutato dall’amministrazione stessa ed a cui sarà dato il via se ritenuto fattibile e di interesse per la comunità. 
Numerose sono le progettualità che vanno dalla manutenzione del verde, alla pulizia delle strade, dall’assistenza all’attraversamento pedonale dei bambini davanti alle scuole, al Piedibus, al supporto in biblioteca e ad altre forme di volontariato da sviluppare. I partecipanti beneficeranno di una copertura assicurativa.
«Il progetto è senza dubbio utile per la città, ma occorre chiedersi come vengono utilizzate le relative risorse» afferma Luciano Pavesi. Si tratta di una buona idea anche per Gianluca Vallorani per il quale però «alcuni ambiti, come quello della pulizia delle strade ad esempio, dovrebbero essere di competenza solo dell’amministrazione».
 «Adottare un'aiuola? A Bargone dove risiedo siamo in molti ad aver attuato da tempo una sorta di cittadinanza attiva – sottolinea Reano Rossini – In una situazione di crisi come l’attuale poi è un progetto valido ma le risorse devono essere messe a disposizione dal Comune». 
«Fermo restando che la cittadinanza attiva costituisce un buon progetto, dal momento che si pagano le tasse il Comune deve comunque fornire ai cittadini un servizio» è il parere di Angelo Borsi e per Vittorio Bellengi «tra cittadini ed amministratori si instaura una sorta di contratto per il quale i servizi vengono delegati al Comune che deve fornirli per non venire meno al contratto stesso».
«La cittadinanza attiva è una bella iniziativa ma secondo me di difficile attuazione» afferma Enrico Fermi.  Per Giuliana Canali invece «alcune azioni devono essere i frontisti ad attuarle senza aspettare l’intervento del Comune, mentre ben vengano le altre, come il Piedibus, per le quali sono senz’altro favorevole all’attuazione». «Il progetto rappresenta un bel servizio per la collettività ma deve esserci chi è disposto a metterlo in pratica. Non ci si deve sentire in obbligo a farlo» afferma Marco Testa. 
«La bontà del progetto non si discute ma deve essere il Comune a dare l’esempio» gli fa eco Simona Pinna.
«La politica non può fare tutto, la partecipazione dal basso è importante per questo progetto come per altre iniziative» conclude Roberto Campanini per il quale «bisogna vivere la città e parteciparla».  
Manrico Lamur

 

La cittadinanza attiva? Va bene ma con alcuni distinguo. E’ stato infatti accolto favorevolmente dai salsesi, anche se non promosso a pieni voti, il nuovo progetto messo in campo dall’amministrazione comunale, del quale entro fine anno uscirà un bando sulle varie tipologie di attività cui sarà possibile aderire presentando progetti e proposte, che prevede come condizione per aderire, appunto, la presentazione di un progetto che verrà valutato dall’amministrazione stessa ed a cui sarà dato il via se ritenuto fattibile e di interesse per la comunità. Numerose sono le progettualità che vanno dalla manutenzione del verde, alla pulizia delle strade, dall’assistenza all’attraversamento pedonale dei bambini davanti alle scuole, al Piedibus, al supporto in biblioteca e ad altre forme di volontariato da sviluppare. I partecipanti beneficeranno di una copertura assicurativa.«Il progetto è senza dubbio utile per la città, ma occorre chiedersi come vengono utilizzate le relative risorse» afferma Luciano Pavesi. Si tratta di una buona idea anche per Gianluca Vallorani per il quale però «alcuni ambiti, come quello della pulizia delle strade ad esempio, dovrebbero essere di competenza solo dell’amministrazione». «Adottare un'aiuola? A Bargone dove risiedo siamo in molti ad aver attuato da tempo una sorta di cittadinanza attiva – sottolinea Reano Rossini – In una situazione di crisi come l’attuale poi è un progetto valido ma le risorse devono essere messe a disposizione dal Comune». «Fermo restando che la cittadinanza attiva costituisce un buon progetto, dal momento che si pagano le tasse il Comune deve comunque fornire ai cittadini un servizio» è il parere di Angelo Borsi e per Vittorio Bellengi «tra cittadini ed amministratori si instaura una sorta di contratto per il quale i servizi vengono delegati al Comune che deve fornirli per non venire meno al contratto stesso».«La cittadinanza attiva è una bella iniziativa ma secondo me di difficile attuazione» afferma Enrico Fermi.  Per Giuliana Canali invece «alcune azioni devono essere i frontisti ad attuarle senza aspettare l’intervento del Comune, mentre ben vengano le altre, come il Piedibus, per le quali sono senz’altro favorevole all’attuazione». «Il progetto rappresenta un bel servizio per la collettività ma deve esserci chi è disposto a metterlo in pratica. Non ci si deve sentire in obbligo a farlo» afferma Marco Testa. «La bontà del progetto non si discute ma deve essere il Comune a dare l’esempio» gli fa eco Simona Pinna.«La politica non può fare tutto, la partecipazione dal basso è importante per questo progetto come per altre iniziative» conclude Roberto Campanini per il quale «bisogna vivere la città e parteciparla».