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Scuola

Nuovo caso di scabbia: è al Melloni

Un insegnante ha contratto la malattia. Parte la profilassi in diverse classi

01 dicembre 2013, 20:25

Nuovo caso di scabbia: è al Melloni

 

Chiara Pozzati
Nuovo caso di scabbia nelle scuole di Parma: dopo la Toscanini un insegnante dell’istituto Melloni ha contratto la malattia. 
Pare che il professore prima che i sintomi si manifestassero, abbia tenuto lezione in almeno tre classi, ma per ora non vi è nessuna conferma ufficiale.
 Gli esperti  dell’Ausl sono entrati nei corridoi e negli altri ambienti senza rilevare nessuna contaminazione. 
Non è stato quindi necessario disinfestare la scuola, ma è stato applicato il protocollo e arriva l’invito alla calma: «Venerdì, d’intesa con la scuola, è scattata la procedura prevista in questi casi. Sono stati contattati tutti genitori per informarli della situazione - fanno sapere dall’azienda sanitaria -. Le misure sono state adottate per puro scopo precauzionale. Secondo la diagnosi dei nostri medici, infatti, le possibilità di contagio sono praticamente nulle».
 L’insegnante  ha subito segnalato il sospetto d’infezione all’istituto che si è attivato rivolgendosi all’Ausl. I camici bianchi hanno dato tutte le informazioni necessarie per affrontare la situazione. 
Sono state dunque inviate le lettere dei sanitari all’esercito di mamme e papà delle classi coinvolte per fornire le indicazioni da seguire, ma la preoccupazione tra i genitori degli studenti rimane. 
Quel che è certo  è che i casi di scabbia nel nostro Paese sono in aumento. Ma cosa provoca questa patologia? Si tratta di un’infezione della pelle, dovuta ad acari microscopici che scavano sotto la pelle per deporvi le uova. 
Di solito, l’acaro prende di mira particolari zone del corpo: per esempio le pieghe inguinali e la zona sotto il seno. Se, tuttavia, l’infestazione non viene curata in tempo può estendersi a tutto il corpo. L’incubazione è piuttosto lunga, da un minimo di 14 giorni a un mese e mezzo. Colpisce persone di tutti i livelli socio-economici, senza distinzione di età o sesso. 
Rara  fino a trenta-quaranta anni fa, è divenuta ovunque più frequente. Ad essere interessati sono soprattutto i giovani adulti (la trasmissione avviene per contatto sessuale o tramite indumenti contagiati) e gli anziani costretti a letto. L’aumento dell’incidenza dei casi di scabbia può essere in parte attribuito alla maggiore mobilità delle persone e sono soprattutto i paesi tropicali e subtropicali i più colpiti. D’altro canto anche i flussi migratori non sono d’aiuto: i clandestini costretti a stare ammassati nelle navi sono spesso afflitti da questa malattia parassitaria e possono contagiare chi sta loro vicino. 
Chiara Pozzati

Nuovo caso di scabbia nelle scuole di Parma: dopo la Toscanini un insegnante dell’istituto Melloni ha contratto la malattia. Pare che il professore prima che i sintomi si manifestassero, abbia tenuto lezione in almeno tre classi, ma per ora non vi è nessuna conferma ufficiale. Gli esperti  dell’Ausl sono entrati nei corridoi e negli altri ambienti senza rilevare nessuna contaminazione. Non è stato quindi necessario disinfestare la scuola, ma è stato applicato il protocollo e arriva l’invito alla calma: «Venerdì, d’intesa con la scuola, è scattata la procedura prevista in questi casi. 

 

Sono stati contattati tutti genitori per informarli della situazione - fanno sapere dall’azienda sanitaria -. Le misure sono state adottate per puro scopo precauzionale. Secondo la diagnosi dei nostri medici, infatti, le possibilità di contagio sono praticamente nulle». L’insegnante  ha subito segnalato il sospetto d’infezione all’istituto che si è attivato rivolgendosi all’Ausl. I camici bianchi hanno dato tutte le informazioni necessarie per affrontare la situazione. Sono state dunque inviate le lettere dei sanitari all’esercito di mamme e papà delle classi coinvolte per fornire le indicazioni da seguire, ma la preoccupazione tra i genitori degli studenti rimane. Quel che è certo  è che i casi di scabbia nel nostro Paese sono in aumento. Ma cosa provoca questa patologia? Si tratta di un’infezione della pelle, dovuta ad acari microscopici che scavano sotto la pelle per deporvi le uova. Di solito, l’acaro prende di mira particolari zone del corpo: per esempio le pieghe inguinali e la zona sotto il seno. Se, tuttavia, l’infestazione non viene curata in tempo può estendersi a tutto il corpo. L’incubazione è piuttosto lunga, da un minimo di 14 giorni a un mese e mezzo. Colpisce persone di tutti i livelli socio-economici, senza distinzione di età o sesso. 

Rara  fino a trenta-quaranta anni fa, è divenuta ovunque più frequente. Ad essere interessati sono soprattutto i giovani adulti (la trasmissione avviene per contatto sessuale o tramite indumenti contagiati) e gli anziani costretti a letto. L’aumento dell’incidenza dei casi di scabbia può essere in parte attribuito alla maggiore mobilità delle persone e sono soprattutto i paesi tropicali e subtropicali i più colpiti. D’altro canto anche i flussi migratori non sono d’aiuto: i clandestini costretti a stare ammassati nelle navi sono spesso afflitti da questa malattia parassitaria e possono contagiare chi sta loro vicino.