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"Proverbi per tutti": pioggia di messaggi con il nuovo hashtag di Massimo Beccarelli

Nuova iniziativa sul social network dell'insegnante di Borgotaro

di Andrea Violi -

18 dicembre 2013, 22:20

I proverbi hanno sempre il loro fascino. Esprimono cultura popolare, specialmente in dialetto. E anche nel mondo virtuale fanno successo. In modo reale. Stavolta con #proverbipertutti, hashtag lanciato dall'insegnante borgotarese Massimo Beccarelli, quest'anno che ha proposto al mondo di Twitter diversi hashtag in campo culturale; su tutti, #CulturanegliAccountpopolari e #liberidicitare. Hanno avuto grande seguito, con decine di rilanci e interventi di persone in tutta Italia.

Il nuovo “esperimento” non è da meno. Lunedì 16 dicembre Beccarelli (@mbeccarelli sul social network) ha scritto: «Lancio un nuovo hashtag: #proverbipertutti per riscoprire la cultura popolare».

Una riscoperta che piace, visto che il flusso di proverbi è vorticoso. Subito arriva un classico: «Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino». E il professore rilancia con «Chi va con lo zoppo impara a zoppicare». Con il passare delle giornate le citazioni si fanno più ricche, anche nei dialetti più disparati: «A' cervella è 'na sfoglia e cepolla», «Al crèsa cmé la néva al sol», «Ad ogni poeta gli manca un verso! (Toscana)», «"Ijavitit dall fess ca si penzn ca sò dritt" "Cerca di evitare gli stupidi che pensano di esser intelligenti" (#Puglia)», «Ma va' a mustà ai ghet a rampiar = sei così sciocco da cercare di insegnare ai gatti ad arrampicarsi»... Non manca chi si inserisce con citazioni “proverbiali”: «Giove dall'alto ride degli spergiuri degli amanti. (Ovidio)». Un intervento ritwittato più volte è questo: «Tutte le mattine s'alzano un furbo e un bischero: se s'incontrano l'affare è fatto».

Insomma, ancora una volta un hashtag culturale «made in Parma» (anzi, in Borgotaro) fa successo su Twitter, con una pioggia di messasggi. E dire che stavolta tutto è nato da una conversazione: «Mi hanno chiesto: “Perché non fai qualcosa sui proverbi”? E ho provato - dice un soddisfatto Beccarelli a Gazzettadiparma.it -. Da un po' di tempo ero impegnato con la scuola» ma un ritorno sul social poteva starci. «I proverbi sono cultura popolare, in senso lato - aggiunge Beccarelli -. Tanti sono in dialetto, anche con la traduzione. Non conoscevo la stragrande maggioranza» dei proverbi twittati in questi giorni. 

Gli hashtag lanciati la scorsa estate hanno riscosso un forte seguito per un po' di tempo, ora sembrano girare meno su Twitter. Per restare in tema di citazioni: sic transit gloria mundi? Beccarelli pensa di no, tiene controllate tutte le sue «creazioni» e assicura che non sono state dimenticate, ogni tanto qualcuno si aggiunge alla conversazione.
E la Cultura negli Account popolari di Twitter? Il social network non ha creato (ancora?) la sezione Cultura come chiedeva Beccarelli, anche se questa sera nella sezione degli Account popolari si può trovare la categoria Arte, Moda e Design: abbondano i “consigli” di marchi commerciali... ma c'è anche la Biennale di Venezia.
Eppur si muove...?

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