Sei in Archivio

PROGETTO EDUC

«Io lo so che non sono solo»: l'inno all'amicizia di 270 ragazzi

Balli, canti e performance all'insegna del valore della tolleranza

30 dicembre 2013, 19:25

«Io lo so che non sono solo»: l'inno all'amicizia di 270 ragazzi

 

Federica De Masi

«L'educazione è l’arma più potente che si può usare per cambiare il mondo». Con le parole di Nelson Mandela, pronunciate in sua memoria, si è aperto, nei giorni scorsi, lo spettacolo contro la discriminazione «Io lo so che non sono solo», esito finale del progetto Educ, promosso e finanziato dalla Regione e dalla Provincia di Parma.
Sul campo della palestra del Bodoni, circa 270 tra bambini e ragazzi, appartenenti alle 7 classi delle scuole primarie Adorni, Micheli, San Leonardo e alle 8 classi della scuola secondaria Vicini, si sono esibiti in canti e balli etnici, indossando abiti della tradizione, lanciando un chiaro messaggio: imparare dall’altro è fonte di arricchimento. Alla base dell’iniziativa vi è l’idea di appartenere ad una comunità in cui nessuno è solo, dove il pregiudizio è superato dalla conoscenza della cultura straniera di chi proviene da un altro luogo geografico. Il filo conduttore del progetto, come spiega l’insegnante Mara Montagna, responsabile dell’iniziativa didattica insieme alla docente Angela Allodi, è stata la tutela dei diritti fondamentali: alcune classi hanno approfondito il tema del diritto al cibo e all’acqua, prestando un occhio di riguardo ad argomenti attualissimi quali la raccolta differenziata e le economie sostenibili, mentre altre si sono dedicate alla conoscenza di un paese specifico studiandone la tradizione culturale.
Sono stati 30 i docenti che hanno condotto i ragazzi in questa avventura educativa nell’arco di due mesi circa, sostenuti dall’importante apporto degli enti e delle associazioni del territorio che hanno collaborato in modo volontario: Iren, Arpa, Forum Solidarietà, Kwa Dunìa, Mappamondo e Kuminda. Un percorso in cui lo scambio culturale è stata la base per avvicinarsi, non in modo unilaterale: alcune classi, infatti, hanno approfondito aspetti della tradizione italiana, in direzione di uno scambio reciproco. Ha presenziato allo spettacolo il preside dell’istituto Micheli, Massimo Parmigiani, che ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione dello spettacolo e ha aggiunto: «Aprirsi al mondo e al proprio territorio è fondamentale soprattutto a scuola, perché è qui che viene assolta la funzione di centro di aggregazione del proprio quartiere. Questa è stata un’occasione per incontrarsi tutti e aprirsi alla città». A suggellare la riuscita dell’evento sono giunte le parole della rappresentante della Regione Emilia Romagna Mirella Orlandi che si è dichiarata entusiasta per il lavoro svolto da docenti, ragazzi e volontari.