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CALCIO

Il Parma da sogno che non s'è visto

Una formazione di campioni che sono arrivati a un passo dal Parma: i Palloni d'oro Baggio, Figo, Rivaldo e Cristiano Ronaldo, ma anche Signori e Cafu

30 dicembre 2013, 21:15

Il Parma da sogno che non s'è visto

 

Paolo Grossi

Allo scoccare dell'anno del Centenario in cui si sono rivissute tante imprese e rivisti tanti campioni, ci piace anche ripensare alle occasioni mancate. Ma senza malinconia: i nomi che vedete schierati qui sopra in una formazione certamente sbilanciata in attacco sono sì quelli di campioni eccezionali, ma non tolgono nulla alla bravura e alla classe di tanti loro colleghi che la maglia del Parma l'hanno vestita davvero. E' un gioco della memoria che aiuterà, così come gi eventi snodatisi nel 2013, anche i tifosi più giovani a capire come Parma sia stata per diversi anni un crocevia del calcio internazionale.
Procedendo in ordine cronologico il 1 febbraio 1995 Luis Figo, futuro Pallone d'oro nel 2000, firma un contratto con il Parma. Peccato che quattro mesi prima ne avesse firmato uno per la Juve, salvo poi disdettarlo per arrivare a Parma da svincolato. Si creò un caso internazionale, sia la Juve che il Parma dovettero rinunciare al giocatore che si consolò con il Barcellona.
Il 12 giugno del '95, dopo una stagione di testa a testa con la Juve, gran colpo dei Tanzi che per 25 miliardi si assicurano il bomber della Lazio Beppe Signori, 66 gol nelle ultime tre stagioni. L'annuncio lo dà il patron biancazzurro Cragnotti. I tifosi Fini e Rutelli mugugnano, ma altri tremila, meno vip e più incazzati, scendono in strada con fumogeni, spaccano vetrine, bruciano i brick della Parmalat: «Signori non si tocca». E la Lazio fa dietrofront, mentre il Parma virerà sul Pallone d'oro in carica Stoichkov.
All'estate del '96 si arriva con Ancelotti in panchina ma solo dopo che Fabio Capello dà buca al Parma. Il presidente Pedraneschi girava con una bozza d'accordo firmata in tasca, ma il tecnico friulano ci ripensa all'ultimo momento e sceglie il Real Madrid.
Intanto il mensile del club, ParmaLook, annuncia in copertina il doppio ingaggio di Cafu e Rivaldo, astri nascenti del calcio brasiliano e già stelle nel Palmeiras controllato da Tanzi. Per il terzino però la gente scende in strada come i laziali per Signori, minacciando la dirigenza, mentre per Rivaldo (poi Pallone d'oro nel '99) l'offerta del Deportivo la Coruna è più vantaggiosa e pareggiarla costringerebbe a fare del brasiliano il giocatore più pagato nello spogliatoio. Arriveranno Zé Maria e Amaral, non proprio la stessa cosa, come scoprì poi Ancelotti. La stessa cosa era successa con Roberto Carlos, anche lui emerso nel Palmeiras e dunque nell'orbita Parmalat, ma finito proprio nel '95 all'Inter.
La fantasia venuta a meno con Rivaldo era a però a portata di mano l'anno dopo quando il diesse Sogliano aveva combinato l'ingaggio di Roberto Baggio. Il Parma era appena arrivato secondo e si preparava alla Champions. Ancelotti però storce il naso: non transige dal 4-4-2, e ha già Crespo e Chiesa (che mal digerisce l'arrivo di Baggio e non lo nasconde, minacciando di andarsene). L'affare non si fa anche se poi, nel suo libro uscito nel 2009, il tecnico di Reggiolo ammetterà che «pensavo ancora che il 4-4-2 fosse lo schema ideale ma non era così. Se avessi la macchina del tempo, tornerei indietro e Baggio eccome se lo prenderei. Avrei potuto gestire la situazione in maniera diversa». Baggio (Pallone d'oro del '93) finirà al Bologna e in quella stagione segnerà 22 gol in 30 gare...
Nell'estate del 2001 la Fiorentina sta fallendo e Tanzi prova a salvarla, offrendo 140 miliardi per Toldo e Rui Costa. La dirigenza viola accetta e ringrazia, poi offre su un piatto il denaro al curatore fallimentare (i debiti erano 300 miliardi) ma fa i conti senza l'oste: i giocatori infatti non firmano e a nulla serve un blitz in Portogallo da parte dei Tanzi. Rui Costa finisce al Milan con Terim e Toldo all'Inter, che girerà Frey al Parma. L'anno prima era successa un po' la stessa cosa quando, nella trattativa che aveva portato Crespo alla Lazio, i club si erano accordati per il passaggio di Salas in gialloblù. Il cileno però aveva rifiutato, ed era stato rimpiazzato da Fabio Conceicao. Detto che Maicon fece una lunga anticamera al Tardini per firmare il contratto senza poi raggiungere l'accordo nel 2004, ricordiamo qui anche il prestito di Del Piero, già concordato nel '94 con la Juve ma bloccato da Lippi all'ultimo. Insomma, una bella galleria di quasi-crociati a cui si aggiungono Vidic e Cristiano Ronaldo.