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Corcagnano

Servono soldi per fare ripartire il Taxi sociale

Appello dell'associazione «Casa Azzurra» per rimettere in moto il pulmino di anziani e disabili

di Margherita Portelli -

09 gennaio 2014, 20:56

Servono soldi per fare ripartire il Taxi sociale

 

Il servizio Taxi sociale gestito dall’associazione Traumi «Casa Azzurra» di Corcagnano è fermo da circa tre settimane e i volontari fanno un appello perché la generosità di associazioni e cittadini possa rimettere in moto un servizio di ormai comprovata utilità.
Un incidente stradale, per fortuna senza conseguenze per le persone, poco prima delle feste ha messo fuori uso il pulmino con cui, dal 2011, anziani e disabili del quartiere potevano essere accompagnati gratuitamente a visite e controlli sanitari: per rimettere in sesto il mezzo servono migliaia di euro, soldi che la «Casa Azzurra» non ha. «Continuiamo a ricevere richieste da parte di anziani e disabili che, senza questo servizio, hanno estrema difficoltà a spostarsi - spiega Michela Cavatorta, coordinatrice di «Casa Azzurra» -. Purtroppo il sinistro stradale ha compromesso la funzionalità del pulmino e noi non sappiamo davvero come fare per coprire i costi del danno».
Il mezzo in questione era stato dato in concessione d’uso dal Comune al centro «Casa Azzurra» nel 2001. Per i primi dieci anni era servito al trasporto degli ospiti del centro Traumi, e, quando nel 2011 è arrivato un altro pulmino, l’associazione aveva deciso di istituire il servizio di Taxi sociale a beneficio di tutta la comunità del quartiere, per ottimizzare ed estendere l’utilizzo del mezzo in concessione all’associazione, così da soddisfare le esigenze di trasporto della popolazione anziana o con problemi di mobilità di Corcagnano e delle altre frazioni limitrofe.
Sono cinque i volontari di varie associazioni del paese che si alternano alla guida, 24 le persone che nel 2013 hanno usufruito di questo servizio e più di 350 i viaggi compiuti in un anno. «Finora il Taxi sociale è stato gestito dalla “Casa Azzurra” con l’aiuto di volontari, ma stiamo valutando la possibilità di costituire un’associazione, un comitato che si occupi specificatamente di questo servizio» aggiunge la Cavatorta.
«Per ora pensiamo a ripartire al più presto - sottolinea Adriano Benassi, volontario del servizio, oltre che presidente dell’Avis Vigatto -. Facciamo un appello a chi può aiutarci, anche con un prestito, perché la validità di questo servizio è riconosciuta e le persone ne hanno davvero bisogno».