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REGIONE

Villani torna in consiglio dopo la sospensione. Ed è subito polemica

Favia "Per mesi la Regione ha pagato tre stipendi inutilmente. Cambiare la legge: chi viene sospeso non deve essere sostituito". Bazzoni: "Favia smemorato"

13 gennaio 2014, 15:04

Villani torna in consiglio dopo la sospensione. Ed è subito polemica

Il ritorno di Villani 

 

BOLOGNA – L'ex capogruppo del Pdl della Regione Emilia-Romagna Luigi Giuseppe Villani, indagato nell’inchiesta Public Money di Parma, può tornare nelle sue complete funzioni di consigliere regionale.

Il Tribunale di Parma gli ha infatti revocato il divieto di dimora a Bologna, misura cautelare che ancora gli impediva (dopo la revoca degli arresti domiciliari) di continuare a sedere in Assemblea legislativa, in base al 'decreto anti-corruzionè.

La Prefettura di Bologna ha comunicato la revoca del divieto all’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea regionale che oggi ha verbalizzato la comunicazione prefettizia.

 

Il reintegro di Villani nelle sue piene funzioni di consigliere regionale verrà comunicato in Aula domani.
La seduta, già convocata in precedenza, si aprirà con la comunicazione della presidente dell’Assemblea, Palma Costi, "sul reintegro del consigliere Luigi Giuseppe Villani – informa una nota ufficiale – ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre 2012 n.35 e della legge regionale 11/2013, in seguito alla revoca del divieto di dimora nel comune di Bologna a carico di Villani decisa dal Tribunale di Parma e comunicata alla Presidenza dell’Assemblea dal Prefetto di Bologna lo scorso 10 gennaio".

 

 

La polemica di Favia

"Con il ritorno di Giuseppe Villani ormai siamo alle comiche. Il Consiglio regionale non è una squadra di basket dove i consiglieri possono entrare ed uscire scambiandosi una pacca sulla spalla. Bisogna al più presto cambiare la legge Severino che ci ha portati a questa situazione a dir poco surreale". E' questo il commento di Giovanni Favia, consigliere regionale indipendente, riguardo alla notizia della riammissione in Consiglio regionale dell'ex capogruppo del Pdl, Giuseppe Villani, dopo la revoca della misura cautelare che gli era valsa la sospensione dall'assemblea legislativa.

"Per mesi abbiamo pagato tre stipendi per un solo seggio di consigliere - ricorda Favia - quello di Villani, quello di Giampaolo Lavagetto che gli era subentrato per tre mesi prima di esser sospeso a sua volta, e infine quello di Cinzia Camorali. Adesso oltre al danno si aggiunge la beffa con il ritorno di Villani. Sembra davvero di essere i protagonisti di una barzelletta".

Per Favia serve cambiare la legge Severino che ha prodotto questa situazione a dir poco surreale. "Bisogna cambiarla e farla meglio - conclude il consigliere indipendente - Se un consigliere è sospeso a causa di un provvedimento giudiziario la legge non deve prevedere la sua sostituzione e il suo stipendio deve essere sospeso, senza che gli sia riconosciuta nessuna indennità, così come prevedeva la mia risoluzione approvata dall'Assemblea pochi mesi fa. Tutte questa storia non ha fatto altro che creare dei turisti del consiglio regionale che si sono alternati per pochi mesi su una sedia, proprio come succede in una squadra di basket".

La replica di Bazzoni

 

 “Il Consigliere Favia che si è dimenticato di dimettersi dopo avere sbandierato ai quattro venti che finita la campagna elettorale delle politiche (era candidato con Ingroia) sarebbe uscito dal Consiglio regionale, non perde occasione per dimostrare il suo livore e l’ipocrisia della sua azione politica”. Con queste parole il Presidente del Gruppo Forza Italia in Regione Emilia-Romagna, Gianguido Bazzoni, ha replicato alle dichiarazioni polemiche del Consigliere regionale Giovanni Favia sul ritorno di Luigi Giuseppe Villani nella stessa Assemblea legislativa regionale. “Lo smemorato di Borgo Panigale non dice, infatti – ha proseguito Bazzoni – che Villani ha rinunciato alla indennità ridotta spettantegli per legge con una lettera ufficiale letta dal sottoscritto in aula ed è tornato al suo lavoro di chirurgo cosa che Favia sarebbe impossibilitato a fare perché il suo unico lavoro è la politica”.

“In merito alla necessità di modificare, non solo per questi aspetti, la Legge Severino - Monti – ha quindi concluso il capogruppo berlusconiano – siamo invece pienamente d’accordo. Infatti il furore giustizialista moraleggiante ha solo prodotto dei danni in un ordinamento giuridico in cui è pur sempre in vigore la regola costituzionale della presunzione di innocenza”.