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CRISI

Gli emiliani tagliano le spese Ma non i tablet e i telefonini

I parmigiani hanno sborsato 139 milioni per l'auto nuova e 118 per i mobili

18 gennaio 2014, 17:37

Gli emiliani tagliano le spese Ma non i tablet e i telefonini

 

Meno che nel resto d’Italia, ma anche in Emilia-Romagna prosegue la contrazione dei consumi di beni durevoli, come auto e moto, mobili, elettrodomestici: nel 2013 la spesa complessiva si è attestata a 4,5 miliardi, con un calo dell’1,7% rispetto all’anno precedente. Tra le eccezioni, i prodotti informatici, la telefonia, le auto usate. Numeri che emergono dall’osservatorio di Findomestic, società del gruppo Bnp Paribas specializzata nel credito al consumo. La flessione emiliano-romagnola è inferiore a quella registrata a livello nazionale, dove la media è stata di 4,9 punti.
Ci sono differenze nei diversi settori. La spesa ad esempio è cresciuta del 3,8% rispetto al 2012 per le auto usate (1,2 miliardi), mentre quella per le vetture nuove ha perso il 4%, riportando comunque un andamento migliore di quella nazionale (-6,7%). Pesante l’arretramento della spesa per moto e scooter, che si è fermata a quota 100 milioni, in calo del 16,5% sul 2012 (-24% la media nazionale). Il comparto che dopo la mobilità incide di più sui bilanci delle famiglie è l’arredamento, che ha registrato un -4,3%.
Crescite invece sono segnalate negli elettrodomestici grandi e piccoli, con una spesa di 327 milioni (+4,1%). E un piccolo boom (+8%) è stato registrato nei prodotti informatici e di telefonia, un balzo doppio rispetto alla media nazionale. «I tablet e gli smartphone – ha spiegato Claudio Bardazzi, responsabile dell’osservatorio – rappresentano sempre più un acquisto consolatorio o uno status symbol, per chi ha budget limitati». Il settore ha visto incrementi in tutte le province: a Bologna del 9,4% per un totale di 47 milioni, a Modena di 8,9% (32 milioni), Parma +8,6% (20 milioni), Reggio Emilia (+8,1%).
Sempre restando a livello provinciale, Bologna si conferma la provincia più ricca della Regione con 25.039 euro per abitante, seconda – a livello nazionale - solo a Milano. Seguono Forlì-Cesena (22.658), Modena (21.991) e Parma (21.858). Reggio Emilia, con 20.706 è quinta mentre Piacenza, con 20.698, si classifica sesta. Chiudono Ravenna (20.097), Rimini (18.930) e Ferrara, che si conferma la provincia con il reddito pro capite più basso (17.875).
Per quanto riguarda il comparto delle auto nuove, come negli scorsi anni, Bologna fa riscontrare il volume di spesa maggiore, con 326 milioni, in crescita dell’1,2%. E’ l’unico caso di variazione positiva. Sul fronte delle auto usate, il quadro presenta invece variazioni positive per tutte le province, eccetto che per Parma (-0,1%, per un totale di 129 milioni spesi). Come sempre Bologna guida la classifica con 299 milioni di vendite totali (+5,0%).
Per l’acquisto di mobili, invece, le famiglie emiliane e romagnole hanno speso complessivamente 1.180 milioni. I volumi maggiori di spesa sono stati registrati a Bologna (274 milioni). Seguono Modena (187 milioni), Reggio Emilia (135 milioni) e Parma (118 milioni). I circa 327 milioni impiegati per l’acquisto di elettrodomestici grandi e piccoli in Emilia Romagna sono stati così suddivisi: 76 milioni spesi in provincia di Bologna, 53 milioni a Modena, e 39 milioni a Reggio Emilia. Segue Parma con 33 milioni.
Per quanto riguarda infine l’acquisto di elettronica di consumo é sempre Bologna a mantenere la testa della classifica con 46 milioni, seguita da Modena (30 milioni), Reggio Emilia (22 milioni) e Parma (19 milioni).r.eco.