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Il ristorante di Chichibìo

Casalbarbato, una sorpresa per gourmet

Nel cuore della Bassa tra Fontanellato e la via Emilia

24 gennaio 2014, 14:16

Casalbarbato, una sorpresa per gourmet

 

Poi, verso la fine del pranzo, arriva la fisarmonica e il musicista, rispettoso e discreto, parte con melodie melanconiche, arie gitane, refrain popolari -e, così, l’atmosfera festiva è completa. Siamo a Casalbarbato, nel locale che porta il nome delle poche case di questo paesino vicino a Fontanellato, non distante dalla via Emilia, appartato tra i campi e all’ombra del campanile. Due gradini all’ingresso e il bancone del caffè, poi salette con perlinato a metà parete, tavoli ravvicinati, sedie impagliate. Servizio un po' in affanno, con qualche dimenticanza, ma sempre sorridente e cordiale: ecco la carta dei vini con discreta scelta di cantine a prezzi equi e una sorprendente pagina con etichette di assoluto prestigio (per intenderci, Sassicaia e Ornellaia, tra gli altri).

La cucina, i piatti
Proposte di casa e cucina emiliana in porzioni abbondanti e curate, a cominciare dalla torta fritta a strisce soffici e dorate che accompagna, con una dolce e croccante giardiniera di verdure, i ricchi antipasti (10-14 euro) di salumi. Buona la pancetta e il saporoso prosciutto, migliore (come spesso accade) di un culatello poco fragrante e spento. Ricca lista dei primi piatti (8-12 euro) con in più le preparazioni del giorno: tortelli d’erbetta, zucca, carciofi e robiola, capriolo o spalla cotta; gnocchi di patate al pomodoro o al tartufo; pappardelle coi porcini. Erano equilibrati gli anolini di pane e Parmigiano in brodo; erano gustosi e fondenti i piccoli pisarei e fasò in bianco e asciutti.
Poi, un piatto raro, di quelli che dovrebbero sempre esserci nei menu delle trattorie e che invece è diventato un colpo di fortuna trovare: il pollo in padella alla cacciatora. Eccolo con le sue verdure, un pizzico di peperoncino, la salsa di cottura un po' unta e piena di sapore: la carne è quella di un pollo livornese, razza giusta, soda, piena, appetitosa, da leccarsi le dita. Qui hanno anche il coraggio di proporre le uova al tegamino col lardo, con la pancetta o insaporite da lamelle di tartufo. O un coniglio in agrodolce con le prugne. Altri secondi (5-18 euro): il salame fritto, il cotechino, la grigliata di carne mista, tagliata di manzo o cavallo, bistecca alla fiorentina (3,7 euro l’etto).
Per finire Molti dolci (3-5 euro) per concludere: budino, soufflé o torta al cioccolato; crostate e semifreddi vari, panna cotta o sbrisolona -sempre che abbiate tenuto un posto per il dessert. L’offerta di un liquore, la fisarmonica che suona le sue ultime cose; il conto per quattro piatti è di circa 40 euro (bevande escluse). Menu esposto, coperto 1,5 euro, ingresso con gradini, bagni comodi.
Non mancate Pollo alla cacciatora
Dimenticate Culatello