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Fidenza

Aprono un idrante all'Itis Berenini e allagano un corridoio dell'istituto

Qualcuno ha agito prima della chiusura il pomeriggio precedente. si pensa a una bravata

05 febbraio 2014, 20:47

Aprono un idrante  all'Itis Berenini e allagano un corridoio dell'istituto

 

Temi molto importanti e di grande attualità, quelli affrontati nell'incontro in Seminario con la Scuola diocesana di formazione sul tema: «Il valore non negoziabile della vita umana: bioetica, inizio e fine vita».
Il dottor Francesco Cavanna, medico e diacono di Piacenza, sorpreso dalla numerosa e attenta partecipazione, ha spiegato i termini delle problematiche odierne relative alla vita e alla morte: eutanasia attiva e passiva, suicidio assistito, testamento biologico, accanimento terapeutico, terapia del dolore. Sull’aborto, come pure sull’inseminazione artificiale e sui bimbi prematuri, si è soffermato il dottor Gabriele Tridenti, presidente della Società Italiana di Ginecologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Gli aspetti legislativi invece, in Italia, in Europa e negli Stati Uniti sono stati affrontati da Lorenzo Beltrame, esperto di Diritto pubblico comparato.
Il dottor Luigi Daccò, geriatra, ha evidenziato le contraddizioni delle posizioni assunte dai seguaci della cultura radicale e relativista, soprattutto in ordine al testamento biologico, all’eutanasia e agli stati vegetativi. Per certe proposte legislative oggi si deve essere «o sani o morti», senza passaggi intermedi, fatti di interventi rispettosi della dignità della persona pur in situazione di fragilità. Ha portato la sua esperienza anche il professor Giuliano Vezzani, già primario del reparto di Anestesia e Rianimazione di Fidenza, con pubblicazioni a livello internazionale.
Vezzani ha affermato che «la medicina tecnologica è un aiuto straordinario, che non va disgiunto dall’umanità: il medico cura con umiltà e competenza, spesso con gravi casi di coscienza. Anche il riferimento alla “qualità della vita” è capzioso e può trarre facilmente in inganno: lo testimonia la solidarietà familiare ancora molto presente nel tessuto sociale del nostro territorio». Moderatore del dibattito, che ha coinvolto l’attento pubblico, è stato don Luigi Guglielmoni, che ha ringraziato relatori e quanti, in forme diverse, ogni giorno operano a favore della vita umana, anche in condizioni difficili.s.l.