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L'Expo 2015 invita Parma a mostrare i suoi pezzi forti

Tutti d'accordo: occasione imperdibile. In campo il know how di Cibus e Fiere

di Lorenzo Centenari -

06 febbraio 2014, 21:37

L'Expo 2015 invita Parma a mostrare i suoi pezzi forti

 

«Expo is now». È adesso, quando mancano 15 mesi all’inaugurazione (1° maggio 2015), che il «dietro le quinte» della storica rassegna meneghina ferve di idee, preparativi, aspettative. E benché l’Esposizione universale non vada confusa con una fiera vera e propria di natura commerciale, per le imprese di ogni ordine e grado Expo 2015 è un’occasione unica di visibilità, confronto, relazioni internazionali. E in fondo anche il know how di Cibus e Fiere di Parma, per il panel di organizzatori è sin d’ora un’autentica miniera di risposte.
«Turismo, cibo, cultura, opere d’arte: la sfida – afferma Marina Geri, direttore marketing imprese di Padiglione Italia – è quella non solo di attirare visitatori da tutto il mondo, ma soprattutto di fidelizzarli. Proprio l’Expo può risvegliare in tutti noi l’orgoglio di essere italiani». Quello di Marina Geri è solo uno degli interventi che hanno scandito l’incontro di ieri mattina all’Unione Parmense degli Industriali, un convegno che l’Upi ha inteso come momento di informazione e promozione di un evento su scala mondiale che tuttavia si svolge a due passi da Parma. Col tema centrale dedicato ad alimentazione e sostenibilità («Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita»), Expo Milano 2015 sembra proprio invitare l’economia parmense a mostrare i suoi pezzi forti.
«Il modello al quale l’esposizione si ispira – spiega la Gori - è un parco divertimenti stile Disneyland, di respiro “global” e rivolto a grandi e piccini. Padiglione Italia? Curato dai migliori artisti nostrani, che per una volta nessuno ci ha “scippato“». Sei mesi di apertura, una stima di 20 milioni di visitatori: Expo sarà un polo di influenza irripetibile. Area2015, ieri rappresentata da Gabriele Zecca, è la maggiore società di consulenza per chi voglia partecipare.
«Finanziamenti, allestimento spazi, progetti di marketing. Col consorzio Italia del Gusto e non solo – svela Zecca – è già in corso una proficua collaborazione». Fiere di Parma, si diceva: l’Expo, secondo il presidente Franco Boni, «è una sorta di salone all’ennesima potenza. Patrimoni come Cibus e CibusTec vanno messi a disposizione».
In pentola bolle una joint venture con Federalimentare: «Per essere presenti con la nostra identità – conferma Boni - e valorizzare il tessuto delle pmi. Come chance di far conoscere al grande pubblico la qualità e la tradizione dei prodotti alimentari italiani, l’Expo è molto attraente». A illustrare i tavoli di lavoro ai quali Fiere di Parma è parte attiva spetta poi al marketing manager Pierluigi Spagoni: «Le Fiere – dice – rafforzeranno la propria leadership nel food&tech e le relazioni con shareholder e stakeholder.
Per Parma città, Expo è inoltre l’opportunità di accogliere nei prossimi 18 mesi visitatori italiani ed esteri». Proprio nella diffusione del «brand Parma» è infine impegnata Parma Alimentare: «L’Expo – sostiene Alessandra Foppiano, executive manager del consorzio – è già iniziata. È ora, il momento di raccontare Parma e tutto il suo capitale enogastronomico, artistico e culturale».