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ravenna

Parroco nel canale col Suv: tasso dell'alcol 4 volte oltre il limite

Il sacerdote: "Pochi bicchieri di vino a cena da una famiglia di parrocchiani"

13 febbraio 2014, 17:02

Parroco nel canale col Suv: tasso dell'alcol 4 volte oltre il limite

 

Aveva un tasso alcolemico di quasi quattro volte superiore al limite fissato dalla legge per mettersi al volante il prete che lunedì sera è finito nel canale Destra Reno a Casalborsetti, sul litorale ravennate, con il suo potente e nuovo Suv da 35 mila euro. A riferirlo sono alcuni media locali. Il sacerdote, don Giovanni Desio, si è detto in buona sostanza ancora ignaro dell’esito delle analisi, spiegando che quella sera era di ritorno da una cena di una famiglia di parrocchiani, durante la quale aveva bevuto pochi bicchieri di vino bianco. E che comunque non era ubriaco.

Se i valori dovessero essere confermati, oltre alla denuncia penale, alla sospensione della patente e a una cospicua ammenda, il religioso rischia la confisca del Bmw X1-18 comperato a km zero poche settimane fa da una concessionaria di Ravenna, anche grazie a un finanziamento e alla restituzione della sua vecchia auto. Il sogno di una vita che si era realizzato a 50 anni e che gli avrebbe consentito – aveva spiegato dopo l’incidente – di fare lunghi viaggi per questioni di sacerdozio e di giornalismo (è critico musicale e cinematografico).

Don Desio – 51 anni, originario di Milano, direttore del settimanale diocesano 'Risveglio 2000' e da 13 anni parroco della piccola località rivierasca dove è conosciuto con il soprannome di 'John' – era finito nel canale poco prima delle 21 dopo avere urtato a velocità sostenuta un’utilitaria parcheggiata vicino a un ristorante. Colpa, a suo dire, degli occhiali bagnati dalla pioggia e della scarsa illuminazione in quel punto. A salvarlo poco prima che il suv finisse immerso nelle acque del canale erano stati tre uomini che, dopo avere sfondato il lunotto posteriore del veicolo con un martello, avevano estratto il sacerdote. Questi, ricoverato in ospedale per accertamenti, era stato dimesso la mattina dopo solo con qualche escoriazione. Il vescovo, mons.Lorenzo Ghizzoni, aveva ringraziato i tre salvatori attraverso una nota.