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Quelle case sospese che guardano il grande fiume

Il Po protagonista nelle foto di Ettore Moni: una trentina di scatti da sabato in mostra

13 febbraio 2014, 18:13

Quelle case sospese che guardano il grande fiume

 

Chi ama il grande fiume, quando lo vuole andare a trovare, dice «vado a Po». La preposizione è giusta: «a» Po. È così da secoli, nulla potrà cambiare questo modo di dire. Anche se a cambiare è chi vive attorno al fiume, le tante comunità che lo seguono, lo ammirano, talvolta lo bistrattano. Non certo chi lo ama, ossia chi sul Po vorrebbe mettere radici. Visitare la mostra fotografica «Case sospese» sarà come fare un viaggio «a Po».
Gli scatti, una trentina in tutto, sono di Ettore Moni e saranno esposti da sabato, fino all’11 aprile, in due posti: Blank, in viale Tanara 15, e Un_type, in strada San Nicolò 7. Due contenitori, due inaugurazioni, entrambe questo sabato: alle 17,30 da Blank, alle 18,30 da Un-type.
La mostra, curata dal grande Alberto Nodolini con la collaborazione di Elisa Maestri, accompagnata dai testi critici di Paolo Barbaro e Guido Conti, è un insieme di istantanee scattate lungo il Po: lo studio si è concentrato, in particolare, su tutte quelle case sospese che sorgono lungo le rive del corso d’acqua e dove ancora c’è chi ci vive: dalle roulotte alle capanne, quindi, per arrivare alle case galleggianti o a palafitta. Costruzioni che sembrano barche che hanno mollato gli ormeggi, sedimentando storia e leggenda del grande fiume, tra un futuro che deve necessariamente rispettare il corso d’acqua e un passato di aneddoti e ricchezza non ancora dimenticato. La cornice è il paesaggio creato dal Po, dal suo continuo e vigoroso movimento. Fin qui, la scelta tematica, dalla quale non può prescindere la scelta stilistica. Ecco quindi che l’elemento irrinunciabile per l’artista Moni è l’utilizzo del banco ottico che cattura l’importanza e l’unicità di uno spicchio di vita del Po e della sua gente. a. d. b.