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Il ristorante di Chichibìo

Croce di Malta, un piccolo gioiello del centro

Qualità senza formalismi

14 febbraio 2014, 18:44

Croce di Malta, un piccolo gioiello del centro

 

A due passi da via Farini e dietro piazza Garibaldi, sembra impossibile trovare un locale così: raccolto, silenzioso, semplice e elegante nelle tinte pastello, soffitto con travi di legno, tavoli tondi e quadrati. Molta attenzione alla qualità delle cose, dagli arredi alle materie prime e un’accoglienza educata e cordiale, senza alcun formalismo. Una coppia all’opera per passione della cucina che diventa mestiere e che in questo caso dura nel tempo, perché basata sulla serietà dell’impegno e il piacere di migliorarsi. Lui ai fornelli, lei ad aiutarlo e anche in sala a presentare, e con entusiasmo illustrare, i piatti di un repertorio che si sente prima vissuto, provato e amato dal cuoco che ora lo cucina anche per noi. Piccola lista che cambia spesso, segue le stagioni, privilegia quando possibile prodotti da agricoltura biologica, cerca il buono dov'è, meglio se vicino, altrimenti da amici e indirizzi scoperti in giro per l’Italia. Tovagliette di carta, con stampata sopra una pentola panciuta e la storia dei congiurati che partendo da qui accoltellarono nel 1854 Carlo III di Borbone; tovaglioli di cotone grezzo, buona carta dei vini italiani e francesi con mezze bottiglie e servizio a bicchiere.
La cucina, i piatti
Cucina italiana contemporanea, con piatti classici e di tradizione moderna presentati tenendo d’occhio la riconoscibilità del sapore, la necessaria leggerezza e facendo leva sull'elementare principio che senza la qualità degli ingredienti e delle materie prime non si va da nessuna parte. Per esempio, tra gli antipasti (9-12 euro), il timballo di zucca è un esempio di complessità risolta in modo semplice, a partire dalla base di patata (morbida e consistente), quindi la zucca dolce e non stucchevole, i porcini e poi in forno a gratinare appena: ogni componente è ottima, l’insieme armonioso e equilibrato. Il prosciutto stagionato 30 mesi, dolce e pienamente maturo, è quello di un artigiano sapiente (Devodier); i carciofi sono di stagione e la sfoglia che li contiene è asciutta e leggera. Gli anolini sono quelli della Bassa, col ripieno di Parmigiano; i tortelli d’erbetta hanno pasta chiara, piccoli, dolci di ricotta; i bucatini di pasta artigianale hanno tutto il sapore del grano che la cottura al dente ha loro preservato e che un sugo all’amatriciana gentile, con appena di peperoncino, sottolinea a dovere. Dopo i primi (10-12 euro), ecco un baccalà alto due dita, pieno di sapore, dalla carne che si sfoglia, fatto in umido con le cipolle; il salmone scozzese da allevamento bio, marinato in casa e servito in carpaccio; il polpo fresco con crema di patate al sedano; le polpette di manzo con una deliziosa passata di pomodoro. Altri secondi (12-20 euro): filetto di maiale nero all’arancia, cotechino, filetto di manzo.
Per finire
Dolci (6-7,50 euro) fatti in casa, a cominciare dai biscottini di Prato col vinsanto, il gelato con le visciole, la torta al grano saraceno con marmellata brusca. Quattro piatti per circa 45 euro (bevande escluse). Menu esposto, coperto 2,50 euro, ingresso e bagno (H) comodo.
Non mancate
Timballo di zucca, baccalà.