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Economia

Alai: "Non ho niente a che fare col parmigiano tarocco"

Il presidente del Consorzio replica agli articoli della Stampa: "Discredito ingiustificato"

18 febbraio 2014, 19:37

Alai:

 

La notizia è apparsa sulla Stampa, sia in prima pagina nello spazio "firmato" da Massimo Gramellini sia in un'intera pagina all'interno del quotidiano: il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano Giuseppe Alai «presidente anche di una società che controlla un fondo ungherese intenzionato a produrre del parmigiano tarocco".

Ed immediata è arrivata la smentita del diretto interessato. "Parole che hanno gettato un discredito ingiustificato e inaccettabile a carico mio e degli amministratori del Consorzio, nonché, indirettamente, sul prodotto stesso", è scritto in una nota. 

"Non solo non esiste alcun fondo ungherese e non solo il presidente del Consorzio si è dimesso da oltre un anno dalla società cooperativa Itaca cui fanno capo diverse latterie sociali e i loro produttori per garantirsi spazio nella commercializzazione del Parmigiano Reggiano, ma la stessa società non detiene alcuna partecipazione diretta nell’azienda Magyar Sait Ktf cui si fa riferimento nell’articolo". E si cita inoltre il fatto che il Comitato Esecutivo del Consorzio e il Cda hanno confermato che non esistessero condizioni di incompatibilità a carico di  Alai  già prima delle sue dimissioni dalla presidenza della cooperativa Itaca.

Nella lettera di Alai si fa riferimento anche al magazzino di formaggio ("il più grande del mondo") che secondo La Stampa doveva essere costruito dalla società magiara:"Non è vero che sarebbe stato il più grande così come non è vero che non fosse destinato a Parmigiano Reggiano. Il progetto era di un’azienda totalmente italiana e privata che è storicamente legata alla commercializzazione di Parmigiano Reggiano".