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il ristorante di chichibio

Da Cristian, la tradizione ma non solo

A Trecasali nel cuore della Bassa

28 febbraio 2014, 16:19

Da Cristian, la tradizione ma non solo

Che troverete torta fritta lo capirete subito, appena messo piede nella prima delle salette di questo piccolo ristorante che porta il nome del suo cuoco. Poco male, se non fosse che rischiate di portarvi l’odore addosso e questo non a tutti è gradito. 

Gradita sarà invece la torta fritta, di quelle che si sfogliano, leggera e asciutta e gradita anche l’accoglienza di una patronne, e di un timido cameriere, che con molta gentilezza e un po' d’apprensione (chiederanno molte volte se tutto va bene) vi guidano al tavolo e illustrano una carta con proposte del giorno che integrano il menu.
Sale linde, curate, travi di legno al soffitto, sedie impagliate, luci soffuse, qualche mobile rustico. Non c'è carta dei vini, ma la patronne vi proporrà a voce una piccola scelta di vini locali e qualcosa di nazionale, anche a bicchiere.
La cucina, i piatti
Tradizione parmigiana con qualche piatto di impronta moderna, attenzione alla presentazione e a non appesantire i cibi. Anche una lista di pizze che sono descritte come «alte, croccanti e a tranci» (5-10 euro), sulla scia di quelle pizze gourmet (focacce farcite poco prima di essere servite) oggi molto in voga.
Gli antipasti (7-13 euro) si basano sui salumi: la spalla cotta calda è di quelle tonde, tagliata in fette abbastanza spesse, speziata, discreta e con un cestino della torta fritta descritta poc'anzi; prosciutto e coppa sono di buona qualità, il salame con una leggera nota d’acidità è servito con la pelle; polenta fritta e lardo è la proposta d’antipasto per i più golosi.
Sono nel segno dei sapori robusti, tra i primi piatti (9-10 euro), i maltagliati di pasta sfoglia fatta in casa e ragù di pasta fresca di salame e il risotto del Ducato, vale a dire col tartufo. Delicati, con pasta chiara non troppo spessa e ripieno dolce i tortelli d’erbetta; in equilibrio tra note decise, tracce vegetali e aromatiche gli agnolotti col ripieno a base di asinina e conditi con burro, salvia e porro. E ancora cappellotti alla spalla cotta.
Ristretta la scelta delle pietanze (10-14 euro): l’anitrina al forno ha carne di fine consistenza, ma è un po' troppo asciutta, come le patate arrosto che l’accompagnano; poi la scelta dei secondi si restringe tra tagliata di manzo o nodini di vitello alla griglia.
Per finire
Dolci fatti in casa a cominciare dalla croccante sbrisolona; una sfoglia di mele e cioccolato; il millefoglie con crema pasticcera; il tiramisù cremoso e delicato servito in coppa. L’offerta di un digestivo e il conto che si aggira per un pranzo di quattro portate (bevande a parte) sui 36 euro. Menu non esposto, coperto 2,5 euro, ingresso e bagni comodi.
Non mancate
Agnolotti di asinina

La scheda