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Le stelle brillano nel cielo del Regio

La rassegna cresce per soddisfare le richieste: 5 titoli quest'anno (contro i 4 del 2013) e 9 recite (8 lo scorso anno). Filo conduttore le grandi étoile, a partire da Sylvie Guillem e Eleonora Abbagnato. Arcà: «Ricchezza e varietà»

di Mara Pedrabissi -

28 febbraio 2014, 21:25

Le stelle brillano nel cielo del Regio

 

Maggio, il mese in cui per tradizione fiorisce la Danza al Teatro Regio. Una tradizione lunga undici edizioni - con un “vuoto” solo nel 2012 deciso dall'allora commissario prefettizio - che quest'anno si rinnova rinforzandosi nei numeri e nel prestigio. I numeri, dunque: rispetto allo scorso anno, vi è un titolo in più (5 contro i 4 del 2013) e una recita in più (9 mentre nel 2013 erano 8). Parlano i nomi degli artisti, a partire dalla stella inaugurale Sylvie Guillem: il suo è il solo spettacolo in una data unica (per la cui realizzazione tra l'altro il Teatro Regio esprime un preciso ringraziamento a Luca Barilla).
«Andiamo controcorrente - spiega con sorriso soddisfatto il direttore artistico Paolo Arcà - In tempi difficili come questi, in cui nel panorama nazionale la danza sta perdendo posizioni per la crisi, noi ampliamo e arricchiamo l'offerta, pur restando all'interno dello stesso budget di circa 200mila euro, perché ci crediamo, perché il pubblico ce lo chiede».
Parma da sempre ha un affetto speciale per l'arte coreutica; tante sono le scuole di danza sul nostro territorio, pubblico per vocazione del festival di maggio (anche quest'anno sono previste riduzioni del 20% sul costo di biglietti e abbonamenti per questa fascia di spettatori). Il cartellone è pensato, dice Arcà, con la volontà di «incuriosire» e offre diverse chiavi di lettura, mentre filo conduttore «è la presenza di grandi étoile».
Taglio del nastro il 9 maggio: Sylvie Guillem e Russell Maliphant presentano «Push», prodotto dal Sadler’s Wells di Londra. «Uno spettacolo mai visto a Parma - dice Arcà che già lo ospitò da direttore degli Arcimboldi a Milano - dove la fisicità, l'elasticità dei corpi si rivela elemento fondamentale».
Il cielo sopra il Regio brilla di un'altra stella il 12 e 13 maggio con l'arrivo di Eleonora Abbagnato e sette Friends (tra cui Nicolas Le Riche) nel «Galà» a cura di Daniele Cipriani, al pianoforte Enrica Ruggiero. Uno spettacolo grandi firme, con coreografie, tra gli altri, di William Forsythe, Roland Petit, Angelin Preljocaj e musiche di Bizet, Chopin, Cajkovskij, Mozart, Arvo Pärt. «Una ideale staffetta tra una grandissima ballerina francese e una grandissima italiana - fa notare Arcà - in due proposte profondamente diverse ma accomunate dall'essere pensate per mettere in evidenza il talento coreutico personale delle protagoniste».
Due «Giselle» si guardano allo specchio, una classica e filologica, l'altra rivestita degli abiti della contemporaneità. Due facce della stessa medaglia, l'alfa e l'omega delle potenzialità dell'alfabeto della danza che non conosce la parola pregiudizio. Il 17 e 18 maggio il Balletto di Maribor, realtà in forte ascesa della Slovenia, porta la vera, grande «Giselle» della tradizione, in uno spettacolo qui in prima nazionale. A seguire, il 21 e 22 maggio la Compagnia Junior del Balletto di Toscana rappresenta una «Giselle» riletta per la drammaturgia, regia, coreografia di Eugenio Scigliano che con talento riambienta la storia in un collegio vittoriano di fine secolo con una relazione impossibile tra un insegnante e un'allieva. E, come spiega il direttore artistico, il connubio nasce dalla «precisa volontà di mostrare la Giselle classica della tradizione ma anche la capacità dell'inventiva contemporanea su quella stessa storia. La Compagnia Junior del Balletto di Toscana si è meritata il premio di Danza Danza nel 2009».
La forza della contaminazione si ripropone, a chiusura del cerchio, con il ritorno di un evergreen della modernità: il 24 e 25 maggio infatti la Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto ripropone lo spettacolo «Certe Notti», con la coreografia di Mauro Bigonzetti su canzoni e poesie di Luciano Ligabue, con scene e video installazioni di Angelo Davoli. Uno spettacolo che ha in sé tutta la forza di questa terra e la esprime con verace generosità. «Ricchezza e varietà - conclude il direttore artistico - sono i principi, le linee guida secondo cui è stato costruito il cartellone. Il nostro obiettivo è che chi si abbona esca da questo festival con una visione complessiva, non settorializzata della danza».