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Il coro del Giordani in tv. Un concerto di colori e etnie

Il gruppo, nato per aiutare i nuovi arrivati con la lingua italiana, ospite di TvSat2000

06 marzo 2014, 08:27

Il gruppo, nato per aiutare i nuovi arrivati con la lingua italiana, ospite di TvSat2000

Il coro del Giordani è il simbolo di una scuola multiculturale, forte di 1.400 studenti, provenienti da 70 zone geografiche diverse. Maestro e coristi sono stati ospiti del canale Tv Sat2000, nella trasmissione «La canzone di noi». Prima dell’esibizione, é stata intervistata una delle coriste, Joan Izediunor, che ha spiegato di aver lasciato la Nigeria a 4 anni, con sua mamma, che era incinta di otto mesi di sua sorella. Joan trasportava valige più alte di lei, viaggiatrice bambina per Israele, Egitto, Grecia, fino ad arrivare in Italia. Oggi ha 19 anni, si è diplomata lo scorso anno al Giordani e studia scienze informatiche all’università di Bologna, con il sogno di andare in Corea del sud, dove la tecnologia è di casa. «Non mi sento nigeriana, mi sento italiana. Quando mi chiedono da dove vieni ci devo pensare» dice Joan. L'accoglienza è una caratteristica portante dell’istituto Giordani, che ha creato un gruppo multiculturale, per aiutare i nuovi arrivati con la lingua italiana. «Mi sono divertita tantissimo, un coro è un luogo in cui si accolgono tutti, un concerto tra colori, nazionalità ed etnie» dice la studentessa. A Tv2000, nella trasmissione dedicata ai cori di tutta Italia, nella puntata di febbraio, è arrivata la rappresentanza del coro capeggiata dal maestro Leonardo Morini. Negli studi televisivi sono sbarcati gli studenti del Giordani Denise Coruzzi, Maria Chiara Cacciatore, Jonathan Ambrosi, l‘ex studentessa Joan Izediunor, il Maestro Morini, e le professoresse Egaddi e Pasqualini. «La parola che meglio caratterizza questo coro è entropia, - ha detto la docente Franca Egaddi, referente del progetto - poichè il disordine è anche troppo sovrano in questo gruppo che, però, cela un’armonia nascosta che emerge quando le voci si fondono nei canti del nostro repertorio».