Sei in Archivio

FIAMME GIALLE

Mercanteinfiera, blitz della Finanza. Minacce di serrata di protesta

Il presidente Boni: «Non faccio che girare tra gli stand per cercare di calmare la gente»

di Laura Frugoni -

06 marzo 2014, 18:35

Mercanteinfiera,  blitz della Finanza. Minacce  di serrata di protesta

 

Venti di bufera in Fiera. Gli espositori che anche quest'anno sono approdati al Mercante pare proprio siano sull'orlo della crisi di nervi. Il motivo? I controlli della guardia di finanza, scattati sia ieri che il giorno prima. Massicci e capillari. «Si vedono più finanzieri che clienti - sbotta un espositore di Milano - si piazzano negli stand anche tre, quattro ore. Sono in borghese, è vero: ma li riconosci da un chilometro e la gente resta alla larga. I controlli? O me li fate prima o li fate dopo. Così è un accanimento terapeutico: siamo gente che lavora, mica delinquenti».
Da parte loro, le fiamme gialle fanno sapere che il certosino screening ha riservato parecchie sorprese e non tanto con i furbi che «dimenticano» di rilasciare lo scontrino. Spulciando tra i registri di carico-scarico delle merci (per verificare che non ci siano pezzi di dubbia provenienza), è saltata fuori una percentuale di irregolarità altissima: superiore al 90 per cento.
Nel plotone degli antiquari di stanza in fiera c'è chi s'è rassegnato alla «dura lex sed lex» e chi invece promette di dare battaglia. Ieri mattina era circolata la voce di una raccolta di firme per organizzare una serrata di protesta contro la Fiera che non «proteggerebbe» gli standisti dai blitz delle fiamme gialle. L'idea delle firme sarebbe naufragata, ma non quella del picchetto. L'antiquario milanese assicurava ieri sera alla Gazzetta che questa mattina saranno ben pochi espositori ad aprire le loro botteghe delle meraviglie: tutti all'ingresso a picchettare. Per capire quanto la protesta stia dilagando, non resta che andare a vedere quel che succederà oggi.
Non nasconde la sua preoccupazione Franco Boni, presidente delle Fiere di Parma: «Sono due giorni che giro come un matto per i padiglioni a cercare di calmare la gente. Per usare un eufemismo, è un disastro: tanto più che quest'anno c'erano tutte le premesse per portare a casa un bellissimo risultato. A detta di tutti non s'era mai visto un Mercante così bello, per la maggiore selezione tra gli espositori, ma anche per via della crisi: nell'ambito del modernariato molta gente si è disfatta di cose belle. E poi l'iniziativa dedicata al golf, che ha attirato molti appassionati».
Di fronte all'onda lunga del malumore Boni cerca di mediare, riportare la calma. «Purtroppo la situazione è diventata abbastanza indigesta e ingestibile. Le mie impiegate s'erano date tanto da fare e ora non fanno che piangere».