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Il ristorante di Chichibìo

L'officina delle Fate, il buon mangiare e non solo

A Pilastro tradizione, cucina di carne e vegetariana

08 marzo 2014, 08:00

L'officina delle Fate, il buon mangiare e non solo

 

«Piatti della tradizione parmigiana, che si ispirano al nostro Appenino e altri che aprono a nuovi sapori, sia vegetariani che di carne»: ecco l’orizzonte entro cui si muove la cucina di questa trattoria-enoteca che offre il suo spazio anche all’esposizione di opere d’artisti contemporanei.
Molte cose profumano di Lunigiana e una cura particolare è data alle verdure; poi tavoli ravvicinati, tovagliette  e tovaglioli di carta, molti clienti abituali, un piccolo menu feriale di lavoro  a 12 euro e, su ordinazione, piatti d’asporto.
Sorridente e cordiale, la patronne prende le ordinazioni, magnifica il lavoro dei «suoi» produttori, tradisce giusta passione e trasporto per la sua attività. Bottiglie esposte qua e là a formare una carta dei vini dove la fanno da padroni i piccoli produttori di qualità delle regioni italiane, specie quelli che seguono il metodo naturale, biologico e biodinamico. Buona selezione parmigiana e qualche birra artigianale.
La cucina, i piatti
Menu di stagione e mano leggera che privilegia il sapore delle materie prime e l’abbondanza delle porzioni. Tra gli antipasti (9-15 euro), meritano attenzione gli sformatini di verdure (di radicchio, di zucca, di cavolini di Bruxelles) che sono morbidi e trasmettono tutto il sapore del vegetale; buono l’equilibrio tra farina di grano saraceno e di mais integrale nella polenta tenera condita con crema di caprino e carciofi stufati (un po' spenti), buono il prosciutto di elegante dolcezza, meno convincenti coppa, pancetta e salame giovane; ottimo il Parmigiano di 30 mesi cremoso e ricco di sapore.
Difficile scelta ai primi (9-10 euro) tra le tagliatelle di castagne con ricotta e porri; gli gnocchi di castagne o quelli di zucca; le tagliatelle di farro con cavolo nero e caprino: sempre buon equilibrio e sapori franchi e rustici. I testaroli sono soffici e fanno ottima figura conditi con olio e formaggio o con crema di noci, meno col pesto al basilico salato in eccesso.
Carne alla griglia o baccalà le opzioni tra i secondi (13-18 euro): il pesce è di qualità, si sfoglia con leggerezza e mantiene tutto il suo gusto caratteristico con
pomodoro, capperi, pinoli e olive oppure al forno con patate. La grigliata mista è piacevole nelle costolette d’agnello cornigliese e negli arrosticini, meno nella tenace carne di maiale e nella salsiccia.
Per finire
Dolci (4 euro) fatti in casa: il semifreddo alle castagne, le crostate miste, il tiramisù. Qualche distillato e il conto per quattro piatti di circa 40 euro (bevande escluse). Ingresso con gradini, bagni comodi, coperto abolito, parcheggio nei pressi.
Non mancate
Sformatini di verdure, baccalà
Dimenticate
Pesto di basilico