Sei in Archivio

Il Vino

Un brindisi in rosa? Non resta che andare nella Franciacorta

di Andrea Grignaffini -

08 marzo 2014, 08:09

Un brindisi in rosa? Non resta che andare nella Franciacorta

 

Potrà sembrare un’ovvietà ma brindare in rosa in onore alle donne non è poi così banale. Quello che era un segmento ibrido e senza arte né parte ormai sta diventando un cimento in cui si impegnano anche i più grandi nomi del mondo enoico italiano. In primis se si parla di bolle e se poi dalle bolle ci focalizziamo sulla Franciacorta il salto è di quelli significativi: se prima i vini non avevano gran personalità oggi, pur in stili molto differenti, stanno assurgendo a protagonisti di questa nicchia. L’importante però è che quando siamo in questa zona non le definiamo come tali. Basta appunto Franciacorta.

Un viaggio nella Franciacorta rosa
O in questo caso Franciacorta Rosé. Partiamo dal più importante, un rosé che nonostante un prezzo davvero altissimo, può competere con la grande produzione transalpina: il Franciacorta Riserva Cuvée Annamaria Clementi Rosé 2005, della cantina Cà del Bosco. Un Pinot nero in purezza, vinificato in piccole botti per 3 anni e altri 7 anni sui lieviti. Uno straordinario fuoriclasse supportato da uno spettro aromatico raffinato ed elegante, dai profumi agrumati, floreali, fruttati accompagnato da note speziate. Il sorso è sapido, preciso con una carbonica puntuale e con un finale di lunghissima persistenza (G).

Una vasta scelta
Sempre in Franciacorta la Società Agricola Monte Rossa, un’azienda giovane ma già ai vertici anche grazie al Monte Rossa Brut Rosé Cabochon Riserva 2005, a base di Chardonnay e Pinot nero, affinati precedentemente in barrique. Un rosé intenso e suadente dalla trama olfattiva ricca di note agrumate e piacevolmente minerali. In bocca è vivo, caldo con finale salmastro di bella finezza (F).

Etichette note e non
Da Erbusco l’azienda Bellavista presenta il Bellavista Gran Cuvée Rosé Brut 2008, un piccola nicchia declinata per l’universo in rosa. Chardonnay e Pinot nero a ripartirsi le quote per un rosé che nel bicchiere brilla di una nuance rosa delicata. L’olfatto è un’esplosione di profumi di piccoli frutti rossi, sentori di agrumi e cenni balsamici. Al palato una carbonica incisiva ma sottile e una sapidità decisa per un finale che richiama le note balsamiche (E). Sempre in Franciacorta il Barone Pizzini propone una piccola quantità di Franciacorta Rosé, dai ricchi profumi di frutti rossi e note floreali. Morbido con tannini sottili e rimandi fruttati e sapidi al sorso e finale in perfetta sintonia con le sensazioni aromatiche (D). Dall’azienda Villa Franciacorta, il Rosé Brut 2009, un rosé in perfetto equilibrio tra Chardonnay e Pinot nero. Al naso un surplus di sentori di frutta rossa e cenni agrumati; in bocca è elegante, fresco e sapido (C). Chiudiamo col Franciacorta Dosaggio Zero Rosé di Colline della Stella di Arici Andrea. Un vino di grande carattere: colore cerasuolo tenue, all’olfatto si presenta vinoso e varietale con sentori di piccoli frutti di bosco e note di frutta secca. In bocca spicca una bella sapidità (C).