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Traversetolo

Frane, a Torre case a rischio. Avanza il calanco di Trinzola

Nuovo allarme sulla strada della Costa: distrutta la carreggiata, travolto un pozzo. I proprietari delle abitazioni: una morte annunciata, da due anni crepe vistose

di Bianca Maria Sarti -

10 marzo 2014, 19:40

Frane, a Torre case a rischio. Avanza il calanco di Trinzola

 

Vivere a un passo dalla frana con il terrore che ricominci a piovere. A Traversetolo nell’ultimo anno sono già almeno due le famiglie che si sono trovate a dover fare i conti con cedimenti del terreno a pochi metri da casa. A Trinzola di Castione a settembre una giovane coppia aveva segnalato un vero e proprio burrone davanti casa; ma la situazione più grave è senza dubbio a Torre.
Pochi mesi fa, infatti, il Comune, dopo un faticoso iter per ottenere i fondi, aveva finalmente dato il via ai lavori di risistemazione di una frana ormai storica (del 2008) a metà di strada della Costa ma, ironia della sorte, nei giorni scorsi, si è verificato sulla stessa strada un nuovo e più grave fenomeno franoso, questa volta all’imbocco della via, a pochi metri dalle case della frazione.
La nuova frana è ancora in evoluzione e ha già raggiunto un’ampiezza di oltre 12 metri e una profondità di circa 4 metri. Il versante crollato ha distrutto quasi completamente la carreggiata e, nello scivolare a valle, ha cancellato un pozzo privato, di cui ora restano solo macerie.
«Era una morte annunciata – commenta Renato Veneri, che da 40 anni ha una seconda casa a Torre – per due anni abbiamo segnalato una crepa di una spanna nell’asfalto». L’Ufficio tecnico del Comune continua a monitorare: «La frana è ancora in movimento – fa sapere – lo sprofondamento continua e anche il colletto, a pochi metri dalle case, sembra arretrare lievemente. Su consiglio del servizio tecnico di Bacino circa due volte al giorno svuotiamo il pozzo che si trova sopra la frana».
Il problema è che nel raggio di 20 metri dalla frana di pozzi ce ne sono almeno 4, perché Torre, da sempre, è ricchissima di acque sotterranee: «Mi preoccupa – spiega Gian Paolo Ronchini – il pozzo che si trova proprio di fianco alla frana all’ingresso del mio stradello, il quale, peraltro, ha già iniziato a imbarcarsi perché si trova proprio sul ciglio della frana». Ronchini possedeva il pozzo nel bosco distrutto dalla frana, ma a utilizzarne l’acqua era soprattutto Hans Opl che vive poco più a valle: «Era un pozzo fondamentale d’estate, per curare il nostro giardino, molto ampio. Non sappiamo ancora come rimediare».
Un altro smottamento, più lieve, si è verificato a circa una trentina di metri dalla frana, su via Berzora. Il ciglio della strada è crollato finendo nel giardino dei Veneri: «Sono 40 anni che vivo qui – racconta Renato - e non abbiamo mai avuto problemi. Ora costruiremo un canale di scolo anche nel giardino perché ho paura che ceda il versante». Il figlio Giancarlo ricorda una frana negli anni ’80: «Era a ridosso del gruppo di case più a valle, ma era stata sistemata e da allora non ci sono stati casi fino al 2008. Certamente hanno influito le piogge abbondanti e la natura del terreno, ma anche l’incuria nella regimentazione delle acque, legata senz’altro allo spopolamento della frazione».
Intanto a Trinzola di Castione Angela Bergonzani e Massimiliano Zirri continuano a vedere assottigliarsi la strada davanti casa: «Il calanco non smette di franare – spiegano – e il passaggio in auto è sempre più stretto. Il Comune ha scavato una parte di collina a lato della casa per creare uno spazio di manovra. Ma è importante che mettano un divieto di transito ai mezzi pesanti su tutta via Trinzola. Tutti i residenti lo chiedono da anni, perché la strada, in parte risistemata pochi mesi fa, mostra nuovi segni di cedimento».