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Appennino

Slavina sull'Alpe di Succiso: morto 31enne bercetese, grave 21enne

La vittima è Vincenzo Romano. La Procura di Reggio Emilia ha aperto un'inchiesta

13 marzo 2014, 16:29

Slavina sull'Alpe di Succiso: morto 31enne bercetese, grave 21enne

Una slavina ha travolto due persone sull'Alpe di Succiso, nell’Appennino reggiano: Vincenzo Romano, escursionista 31enne di Berceto, ha perso la vita, un altro di ventun anni è ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale Maggiore di Parma. Le ricerche sono continuate, nel pomeriggio, per verificare se ci fosse un terzo disperso perché al rifugio in località Rio Pascolo sono state trovate tre automobili 
L'emergenza è scattata alle 14 circa, dopo l'allarme lanciato da altri escursionisti presenti in zona: i tecnici del Soccorso Alpino Emilia Romagna che hanno condotto le ricerche sul fronte valanghivo non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del secondo disperso, ritrovato a breve distanza dal compagno in gravissime condizioni.  Sul posto, oltre ai tecnici del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico di Reggio Emilia (Stazione Monte Cusna) e Parma (Stazione Monte Orsaro), anche l’elisoccorso del SAER di stanza a Pavullo nel Frignano – che ha trasportato sul posto anche due unità cinofile da valanga - e l’eliambulanza inviata dall’Ospedale di Parma. 

Vincenzo Romano e l'amico usavano uno lo snowboard, l'altro gli sci. Avevano con loro pelli di foca, di quelle che di solito si usano per praticare scialpinismo o sciescursionismo. Frequentavano con passione la zona e non erano sprovveduti: non a caso i loro corpi sono stati localizzati velocemente (il primo dopo solo tre minuti dallo sbarco dei soccorritori dall’elicottero) grazie al segnale Artva, l’Apparecchio di ricerca dei travolti in valanga, che si usa appunto per individuare le persone travolte da slavina, e di cui i due ragazzi erano dotati. Romano era uno scialpinista esperto, conosciuto anche dai volontari del soccorso alpino della zona. A Berceto faceva il cuoco.

Anche se un testimone aveva subito spiegato ai carabinieri di aver visto solo due persone venir travolte dalla neve, un particolare ha fatto temere fino al tardo pomeriggio che potessero esserci altre vittime. Nei pressi del rifugio, lambito dalla slavina, c'erano infatti tre auto: una aveva permesso di capire, fin da subito, che le due vittime erano probabilmente due ragazzi del Parmense, ma gli uomini del soccorso alpino hanno cercato ancora a lungo per scongiurare l’ipotesi di altri coinvolti. E le ricerche per escludere definitivamente altri travolti riprenderanno domattina (14 marzo).  

Il corpo del ragazzo è stato messo a disposizione della Procura di Reggio Emilia che ha aperto una inchiesta sull' incidente. È ancora troppo presto per dire cosa sia accaduto: di sicuro oggi sulla montagna splendeva il sole, come capita da qualche giorno, le temperature erano alte. 

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