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SCUOLA

Di Pietro: dopo Mani Pulite poco è cambiato

L'ex magistrato agli studenti del Marconi: «La seconda Repubblica non è mai iniziata»

di Beppe Facchini -

18 marzo 2014, 08:54

Di Pietro: dopo Mani Pulite poco è cambiato

 

«Bisogna partecipare alla vita politica del Paese e recarsi alle urne quando richiesto, altrimenti il rischio è quello di prendersi a cazzotti da soli e lasciare il diritto di voto a chi se l’è venduto o non ha le stesse motivazioni di voi giovani».
Schietto come sempre, è con queste parole che Antonio Di Pietro ha esortato una foltissima platea di studenti parmigiani a non guardare con sfiducia verso futuro e politica italiana. «Sbaglia chi pensa che sia tutto sporco, che i politici siano tutti uguali» - ha sottolineato l’ex parlamentare e fondatore dell’Italia dei Valori, ospite ieri mattina al cinema Astra di un’assemblea di istituto del liceo scientifico «Marconi» (allargata ad alcune classi del «Bocchialini») organizzata per riavvolgere in nastro su uno dei momenti cruciali nella storia del nostro Paese.
Si tratta dell’inchiesta «Mani Pulite», condotta agli inizi degli Anni Novanta da un pool di magistrati del Tribunale di Milano, di cui lo stesso di Pietro ha fatto parte. Corruzione, concussione, peculato, falso in bilancio, tangenti: queste le parole entrate di prepotenza nelle case degli italiani con quelle indagini. Parole spiegate col personalissimo «linguaggio tecnico dipietrese» ai presenti in sala, con l’ex ministro molisano che ha più volte esortato gli studenti ad «essere protagonisti della storia piuttosto che restare semplici spettatori».
Partecipazione, quindi, è la parola che meglio sintetizza il messaggio lanciato da Di Pietro, il quale ha inoltre sollecitato i ragazzi a farsi rappresentare solo da «persone che servono il Paese anziché servirsene per i propri interessi».
Oltre a ripercorrere le tappe dell’inchiesta al centro di un documentario proiettato prima del dibattito, Di Pietro non ha potuto fare a meno di affrontare temi di stretta attualità per rispondere alle numerose domande dei ragazzi. Legge elettorale, infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione, sovraffollamento delle carceri, finanziamento ai partiti, equilibri europei: all’Astra si è parlato un po’ di tutto, con il leader storico dell’Idv che ha concluso definendo «la Seconda Repubblica un capitolo mai iniziato. Piuttosto, siamo tuttora in una Prima Repubblica ingegnerizzata, perché dopo quell’inchiesta non è cambiato molto». Il sistema, insomma, può ancora migliorare e voltare pagina è possibile «anche grazie ai giovani e alla prevenzione fatta nelle scuole». Ecco, allora, i punti cardine della lezione parmigiana di Antonio Di Pietro: «Consentire l’attività politica solo ha chi ha la fedina penale pulita, non evadere le tasse, essere cittadini onesti e rispettare le leggi».