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iniziativa

La Provincia mette in piazza la legalità

La perfomance teatrale contro le mafie ideata dalle studentesse del Giordani

19 marzo 2014, 19:38

La Provincia mette in piazza la legalità

 

Il 19 marzo è il giorno della morte di Don Giuseppe Diana e nel pomeriggio a Parma ci sarà la fiaccolata di Libera per ricordare lui e tutte le vittime di mafia, appuntamento che anticipa la XIX "Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che avrà luogo a Latina il 22. Intanto questa mattina a parlare di mafia, di come ingloba le persone quando lo Stato le abbandona e di quello che possiamo – tutti - fare, sono state le ragazze della 5° O dell’Istituto Giordani.
Si diplomeranno a giugno in tecnico dei servizi sociali, un mestiere in cui la relazione e il sostegno alle persone sono basilari. Ma forse, scherzano, faranno le attrici dopo l’esperienza vissuta nel laboratorio teatrale della cooperativa Giolli realizzato nell’ambito del progetto finanziato da Provincia di Parma e Regione Emilia Romagna “Dare un Nome al Mondo ovvero il cammino della legalità”. La loro performance, ideata e interpretata dalle 14 studentesse con l’aiuto di Massimiliano Filoni e Vania Buzzini, ha occupato per una mattinata intera le vie del centro città: prima piazza Garibaldi, poi via Garibaldi nei pressi del Parma Point, poi piazza Ghiaia dentro il mercato settimanale.
Flore, Laura, Giulia, Stefania, Alessia, Maria Chiara, Martina, Carola, Vanessa, Chiara, Irma, Elisa, Maria Chiara e Erjone, con la loro insegnante Paola Errico, hanno messo in scena una storia di quotidiano abbandono. Lo Stato, interpretato da una ragazza-manifesto vestita con il testo dell’articolo 4 della Costituzione, è indifferente alle richieste di aiuto di una persona. La stessa verrà soccorsa da un esponente della mafia entrando in questo modo nel circuito perverso dell’illegalità. Filoni scandisce frasi di Giovanni Falcone: “la mafia è un fenomeno umano - scriveva il giudice - dobbiamo vincerla con la forza delle istituzioni migliori”. Ancora: “dove ci sono miseria e povertà domina la logica del favore che è la negazione del diritto”.
Al termine dell’animazione teatrale si discute con le persone che via via si fermano e vogliono sapere cosa significa la rappresentazione. La domanda infatti è per tutti: cosa possiamo fare? Resistere, dice un passante. Continuare la lotta, dice un altro. Parlarne a scuola, aggiunge una donna.
“Con questo piccolo teatro vogliamo farci sentire – dicono le studentesse del Giordani – diciamo che lo Stato è spesso indifferente nei confronti delle difficoltà dei cittadini e che nel vuoto che lascia si inserisce la criminalità. La mafia è un problema di tutti non solo del sud, tutto il paese ne soffre”.
“Sono passati 20anni dall’omicidio di Don Giuseppe Diana – ha sottolineato l’assessore alle Politiche sociali Marcella Saccani – il lavoro che stiamo facendo nelle scuole non è solo sensibilizzazione ma un percorso di formazione e educazione che guarda al tema della legalità come tratto fondante di nuove donne e nuovi uomini. La crisi non giustifica il silenzio”.