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Emilia misteriosa

C'è un fantasma nella Rocca di Fontanellato?

Gli appassionati dell'ignoto avrebbero rilevato fonti di energia: "Potrebbe essere quello di Barbara Sanseverino"

di Chiara De Carli -

26 marzo 2014, 15:33

C'è un fantasma nella Rocca di Fontanellato?

C'è un fantasma in Rocca Sanvitale? Secondo i blogger di Emilia misteriosa l’ipotesi non sarebbe da escludere. Gli appassionati dell’ignoto avrebbero rilevato almeno due «fonti» di energia all’interno del maniero, una nella galleria degli antenati ed una nell’oratorio, entrambe compatibili con presenze paranormali. Due, per il momento, i sopralluoghi fatti ma è in programma anche una visita in notturna al castello per verificare l’origine delle sensazioni avvertite dalla sensitiva che ha accompagnato i blogger. Le rilevazioni effettuate finora, che hanno visto una scansione completa del castello dal seminterrato alla torre delle campane, sembrerebbero confermare le leggende che si rincorrono in paese. Secondo quanto si racconta, la Rocca Sanvitale ospiterebbe da poco più di 400 anni il fantasma di Barbara Sanseverino, la contessa di Colorno fatta decapitare nel maggio 1612 da Ranuccio I Farnese a seguito della cosiddetta «congiura dei feudatari». Della nobildonna, immortalata da Torquato Tasso nel sonetto «In lode dè capelli di D. Barbara Sanseverino Contessa di Sala» e sposa in prime nozze di Giberto Sanvitale, è conservato nella camera nuziale un ritratto, forse a sottolineare il legame speciale che sembra avesse con il castello di Fontanellato. Un fatto non usuale, se si considera che la Sanseverino visse tra Colorno e Sala Baganza, e che si affianca ad un’altra curiosità: nella galleria degli antenati, che raccoglie i ritratti dei membri della famiglia Sanvitale, non è presente quello del marito Giberto IV. Secondo quanto si racconta in paese, Barbara Sanseverino si aggirerebbe per le sale del piano nobile con in mano la sua testa mozzata: proprio in uno dei due luoghi, dunque, in cui sarebbe stata avvertita una «presenza». Il castello potrebbe però essere la dimora eterna di un’altra donna, questa volta molto più giovane, rimasta «imprigionata» nell’oratorio di San Carlo. Dai rilevamenti effettuati dagli «indagatori del mistero» e dalle ipotesi formulate, potrebbe trattarsi di Maria Sanvitale, figlia di Albertina e Luigi Sanvitale e nipote di Maria Luigia d’Austria. Della bambina è conservato in Rocca uno splendido bassorilievo, custodito nella Sala di Maria Luigia mentre una piccola lapide, posta sulla parete di destra dell’oratorio di San Carlo ne ricorda la breve esistenza durata solo cinque anni sette mesi e sette giorni. Misteri che, con tutta probabilità, resteranno tali ma che aumentano senza dubbio il fascino del castello fontanellatese.