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tragedia

Solignano, muore a 54 anni sotto gli occhi del figlio

Giuseppe Varani è stato stroncato da un improvviso malore al termine di una battuta di addestramento dei cani

di Francesco Bandini -

26 marzo 2014, 18:43

Solignano, muore a 54 anni sotto gli occhi del figlio

 

È morto sotto gli occhi del figlio, stroncato da un improvviso malore al termine di una battuta di addestramento dei cani per la caccia al cinghiale, a Carpadasco di Solignano. Se n'è andato così, ieri pomeriggio, Giuseppe Varani, originario di Pellegrino Parmense ma residente con la famiglia a Pozzolo di Bore, dove era titolare di una ditta di trasporto legna. Aveva solo 54 anni ed era da sempre un appassionato cacciatore. Varani non ha più ripreso conoscenza e, dopo lunghi tentativi di rinanimarlo da parte dei soccorritori del 118 arrivati con l'eliambulanza, è spirato fra le braccia del figlio Francesco.
Quella di ieri doveva essere una giornata come tante altre, dedicata alla sua passione preferita, quella per la caccia. Probabilmente complice il cattivo tempo, che rende difficoltoso il lavoro di raccolta della legna, Varani aveva deciso di andare con il figlio e alcuni amici al recinto di Carpadasco, un'area privata - molto conosciuta dai cacciatori della zona - dove, grazie alla presenza di numerosi cinghiali, è possibile addestrare i propri cani per la caccia. E così è stato anche ieri. Erano circa le 16, la battuta di addestramento nel bosco, durata un paio d'ore, si era da poco conclusa e Varani stava facendo ritorno alla macchina, lasciata sulla strada. «Io ero un centinaio di metri avanti a lui - racconta Roberto Platoni, uno degli amici che erano con lui - e suo figlio Francesco era poco più avanti di me. Eravamo appena tornati sulla strada e un nostro amico che stava passando in macchina, vedendo Varani, si è fermato a parlare con lui. Giuseppe era contento perché l'addestramento era andato bene: i suoi cani erano riusciti a trovare i cinghiali. Ma all'improvviso, mentre stavano parlando, Varani è caduto a terra. Io, che ero più avanti, ho sentito gridare che Giuseppe era caduto e stava male. Allora sia io che il figlio siamo accorsi». Immediatamente è scattata la telefonata al 118, che ha inviato sul posto l'elisoccorso e un'ambulanza. «In attesa dell'arrivo dei soccorsi - prosegue Platoni -, seguendo le indicazioni che ci venivano date al telefono, abbiamo praticato il massaggio cardiaco». Una volta atterrato l'elisoccorso, anche medici e infermieri hanno a lungo tentato di rianimare Varani, ma senza successo. È spirato senza che avesse più ripreso conoscenza. Sul posto sono poi giunti anche i carabinieri.
Varani era molto conosciuto in tutto il territorio di Pellegrino e di Bore per il lavoro che svolgeva. Era titolare di una ditta che si occupa di trasporto, raccolta e commercio di legname: nell'impresa, fondata da lui, lavorava anche il figlio Francesco. Con i vari camion di cui disponevano, effettuavano consegne non solo in zona, ma anche nel resto del Parmense e fuori provincia.
Appena aveva un po' di tempo libero, Varani si buttava nella caccia: faceva parte di un gruppo di una sessantina di affiatati cacciatori, appassionati in particolare di caccia al cinghiale, che ormai erano diventati la sua seconda famiglia.
Chi lo conosceva descrive Varani come una persona laboriosa e scrupolosa nel proprio lavoro, ma anche socievole e di compagnia con gli amici, specie quando praticava il suo hobby preferito, la caccia. Oltre al figlio Francesco, Giuseppe Varani lascia la figlia Giorgia e la moglie Tiziana.