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Il personaggio

Lo strajè Murè vince il talent degli chef a stelle e strisce

Una stella di casa nostra brilla a "Chopped!". Si è aggiudicato negli Usa la sfida con altri tre grandi cuochi di origini italiane

29 marzo 2014, 19:36

Lo strajè Murè vince il talent degli chef a stelle e strisce

Lo strajè Antonio Murè, top chef della West Coast statunitense, stravince a «Chopped!», versione Usa del famoso programma di cucina Masterchef. Gli autori della fortunata trasmissione televisiva, in onda su Food Network Tv e sbarcata recentemente anche in Inghilterra, hanno scelto di mettere in sfida quattro chef di origine italiana per testare la loro creatività su tre piatti da realizzare con gli ingredienti contenuti nella «mystery box»: un antipasto, un secondo e un dessert. Già dal primo passaggio davanti ai giudici, i «top chef» Scott Conant, Maneet Chauhan e Alex Guarnaschelli, Murè si è distinto per l’impiattamento perfetto e la fantasia con cui ha riunito i difficili ingredienti trovati nel «basket». Baby fish, limoncello, pasta sfoglia e salame dovevano diventare un antipasto? Ecco pronto un piatto di tagliatelle al limoncello con polpettine di bianchetto adagiate su un letto di salame croccante che permette il passaggio del turno. Nodino di vitello, melanzane, bottarga e caffè macchiato sono stati invece i quattro ingredienti da riunire in un’entrée per accedere alla sfida a due. Prova che ha visto «Tony» surclassare decisamente gli avversari ed entrare in finale con Luca Manderino.
Ancora una volta una sfida impossibile per il dessert: gli ingredienti a disposizione erano burrata, chinotto, piadina e fichi. Ma dalla cucina di Murè è uscito uno spettacolare strudel di piadina con fichi caramellati e crema che, ancora una volta, ha deliziato il palato dei giudici e gli ha assegnato il ricco premio messo in palio dalla trasmissione.
«E' stata una bella esperienza - ha commentato Murè -: sicuramente gli altri concorrenti sono stati penalizzati dal fatto di non essere abituati a lavorare sotto pressione».
Antonio Murè ha iniziato giovanissimo la sua carriera di chef oltreoceano. Parmigiano, nel 1995, con in mano solo una valigia e il diploma dell’Istituto Alberghiero di Salsomaggiore, si è presentato al ristorante «Il moro» di Los Angeles. Assunto come aiuto cuoco ha presto imparato i segreti del mestiere. Qualche anno dopo, questa volta da executive sous chef, è approdato al Valentino di Las Vegas ristorante vincitore del James Beard Award, l’oscar statunitense della cucina. Nel 2004 ha poi deciso di fare il grande salto passando da chef a imprenditore. L’occasione si è presentata a Los Angeles dove ha aperto il suo primo ristorante a Venice Beach: «Il piccolo». Pochi coperti e una cucina di altissima qualità lo hanno fatto ben presto salire nell’olimpo dei migliori chef della città e, solo un anno dopo, il produttore cinematografico Ron Howard, suo entusiasta cliente, gli si è affiancato nell’apertura di un nuovo locale: «La botte». Di quest’anno è invece l’apertura del «Wilson», questa volta a Culver City. Un nome che ricorda i Beach Boys? Infatti il socio in questa nuova avventura è Mike Wilson, figlio di Brian, il principale autore del gruppo pop rock americano. Un ristorante per il portafoglio di pochi ma dove il buon vivere italiano sarà sicuramente la cifra distintiva capace di attirare, ancora una volta, i vip e i gourmand di tutta la West Coast.

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