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Lucchi: «Mi ricandido a sindaco. In cinque anni realizzati 166 lavori»

«Avviata la raccolta differenziata porta a porta. No all'aumento delle imposte comunali»

29 marzo 2014, 20:46

Lucchi: «Mi ricandido a sindaco. In cinque anni realizzati 166 lavori»

Nel 2009 fu il primo a scendere in campo per conquistare il Comune di Berceto, e anche oggi, dopo cinque anni da primo cittadino, Luigi Lucchi batte tutti sul tempo e annuncia la sua ricandidatura. In vista della campagna elettorale, ha preparato quello che ha chiamato «Il libro dei fatti».
Quali sono le cose principali che ha fatto durante il suo mandato?
Sono 166 i lavori eseguiti: è stato fatto quello che era possibile fare nelle condizioni date. Le cose sono state fatte perché il Comune se ne è interessato, ma anche perché siamo riusciti a coinvolgere tanti enti e anche organismi privati. Come Comune avevamo pochissime risorse a disposizione: nella precedente legislatura il Comune aveva fatto 6 milioni di mutui, in questa 800 mila euro: ma questi 800 mila hanno generato risorse per 1,5 milioni, quindi in pratica investimenti per 2,3 milioni, perché sono arrivati anche soldi dall'Unione europea. Non abbiamo fatto nulla di eclatante, ma molte piccole cose che attendevano anche da 20 o 30 anni. Fra le tante: il ponte del Grontone; la ristrutturazione della fornace Marchino del 1911; due fontane di acque gassata a Berceto e Ghiare; siamo stati i primi in montagna a fare la raccolta differenziata porta a porta. E grazie allo stimolo del Comune, è partita una nuova attività (un albergo-ristorante a Ghiare) e un'altra sta per partire (un panificio biologico a Tugo). Abbiamo anche realizzato il Psc, nella cui pianificazione ci sono anche le famose aree di servizio di Berceto, il che vuol dire che se arrivasse un investitore i lavori potrebbero iniziare subito.
Il dissesto è una delle piaghe maggiori della montagna. Come affrontarlo?
Il dissesto è dovuto all'abbandono e al mancato governo del territorio. Un aiuto potrebbe arrivare dai carcerati, che oggi sono solo un costo e che invece potrebbero ripulire boschi, sistemare canali e fare quindi un lavoro importante sul territorio. E poi occorre investire sulle energie rinnovabili: se i terreni si mettono a produrre energia elettrica per i cittadini (dall'acqua, dal vento e dalle biomasse), sarebbe un grande cambiamento.
L'altro problema, forse il maggiore, è la carenza di lavoro.
Bisogna creare le condizioni perché l'occupazione possa arrivare. Una di queste condizioni è dare un ruolo all'industria di Parma. Rubbiano, dove la Barilla ha inaugurato un nuovo stabilimento, può diventare un polo industriale per tutta la montagna, rispetto al quale è possibile un pendolarismo dei lavoratori provenienti proprio dalla montagna. E poi abbiamo bisogno della banda larga super veloce: il massimo della tecnologia deve essere nelle zone marginali, perché è lì che ce n'è più bisogno. In questo modo si può incentivare il telelavoro e tutte le attività professionali che lavorano con internet.
Perché è contrario all'Unione dei comuni della montagna ovest?
Perché va contro al principio di democrazia, visto che chi comanda non è eletto dai cittadini: è una cosa raffazzonata, senza risparmi e anzi con maggiori costi. E poi, con un referendum, l'80% dei bercetesi ha detto no all'Unione.
Berceto ha le imposte comunali più basse della provincia, eppure lei non esita a definire drammatica la situazione finanziaria del Comune.
Abbiamo cercato di far funzionare bene le cose, di tirare via tutti gli sprechi. È vero che non abbiamo un soldo, ma non posso danneggiare tutti i cittadini come ha fatto il commissario a Parma: se avessi applicato le aliquote applicate a Parma, avrei tolto in questi 5 anni 1,5 milioni ai miei concittadini e credo che li avrei distrutti.
In questi cinque anni lei si è reso protagonista di diverse iniziative provocatorie e anche clamorose, come quando è andato a Roma e voleva mettersi in mutande davanti al Quirinale. Cosa voleva dimostrare?
Le strutture pubbliche servono soprattutto per i deboli, ma se non funzionano sono proprio i deboli a essere maggiormente danneggiati. Noi a Berceto siamo particolarmente danneggiati, per cui devo dare il mio contributo di cittadino e di uomo delle istituzioni per far sì che ci sia più attenzione per la povera gente, che è uccisa dalla burocrazia, dagli sprechi e dai furti dei carrozzoni pubblici.r.c.