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Torrile

Fadda: "Servono idee concrete per evitare il declino di Torrile"

Il candidato sindaco del centrosinistra nella lista "Torrile obiettivo comune". Programma "Vogliamo ritornare ad essere un punto di riferimento per le imprese"

di Cristian Calestani -

01 aprile 2014, 20:52

Fadda:

Alessandro Fadda è il candidato sindaco del centrosinistra per le amministrative 2014 a Torrile. A sostenerlo la lista «Torrile Obiettivo Comune» formata da Pd, Psi, Rifondazione Comunista e Sel.
Dopo il sindaco uscente Rizzoli anche lei ha sciolto le riserve. Con quali intenti si candida?
«La mia candidatura è frutto di un’attenta riflessione. Vivendo da sempre a Torrile, non posso accettare di vedere questo continuo declino del Comune. Ho deciso quindi di rimettermi a disposizione per poter rilanciare questo territorio, mettendo a valore l’esperienza fatta in consiglio comunale. Dopo tanti anni, sia nel ruolo di assessore che in quello di consigliere di opposizione, ritengo di essere pronto per proporre a Torrile un’amministrazione equilibrata, pronta all’ascolto ed attenta alle necessità dei cittadini».
Per tornare in Comune il centrosinistra torrilese si è ricompattato. Funzionerà questo accordo?
«Questa alleanza non è nata oggi da un calcolo preelettorale. Come tutti avranno potuto vedere, infatti, la sintonia è cresciuta sui banchi del consiglio comunale dove abbiamo condiviso e portato avanti proposte e idee. Abbiamo quindi ritenuto che queste potessero essere le giuste premesse per un proficuo lavoro di squadra e ci siamo messi a lavorare per proporre ai cittadini un programma concreto».
I segretari dei partiti che la sostengono hanno dichiarato di voler rimediare all’operato della giunta uscente. Quali sono stati gli errori dell’amministrazione Rizzoli secondo lei?
«L’errore più grave è stato quello di fare promesse durante la campagna elettorale e fare poi l’esatto contrario. E’ inutile trincerarsi dietro la scusa della crisi e del patto di stabilità: la piega che stava prendendo l’economia globale era già chiara nel 2009 e le norme erano in vigore prima delle elezioni. Inoltre, i trasferimenti dallo Stato sono rimasti invariati e abbiamo avuto l’aiuto della Regione sul patto di stabilità per circa 600mila euro, in compenso l’Irpef è raddoppiata. Ricordo l’esibizione di sponsor europei, di cui non si è poi vista traccia, così come delle strutture che avrebbero migliorato la qualità di vita dei cittadini e grandi proclami di partecipazione. Quello che abbiamo avuto è una mensa scolastica che costerà alla collettività oltre due milioni di euro, una rinegoziazione di mutui con un aumento di spesa di quasi 900 mila euro e pochissimi incontri con i cittadini, fatti esclusivamente in concomitanza con le tornate elettorali e senza alcun seguito».
Voi cosa proponete per il futuro di Torrile?
«La nostra priorità è lavorare su progetti realizzabili: non faremo promesse per illudere i torrilesi, ma proporremo idee concrete. Vogliamo attivare un meccanismo di partecipazione corale alle scelte amministrative, investire sui servizi alla persona, riportare il nostro Comune ad essere un punto di riferimento per le imprese e abbassare le tasse attraverso la collaborazione con gli altri Comuni».
Perché i torrilesi dovrebbero votarvi?
«La situazione è difficile: durante questi anni c'è stato un impoverimento continuo del territorio e i cittadini sono stanchi di sentire scuse. I Comuni limitrofi sono riusciti a stare al passo e a dare risposte mentre noi siamo rimasti al palo limitandoci ad una gestione ordinaria. Altri cinque anni di stallo e non riusciremo più ad offrire nulla ai nostri cittadini».