Sei in Archivio

tizzano

Il sindaco scrive a Renzi: "Così il paese muore"

Appello di Amilcare Bodria per il dissesto idrogeologico

01 aprile 2014, 20:51

Il sindaco scrive a Renzi:

Il dolore per la tragica morte dei giovani bercetesi Vincenzo Romano e Simone Maraffi non si è spento dopo i funerali e la gente, nella tristezza, cerca di fare qualcosa per testimoniare il proprio affetto e la propria vicinanza alle famiglie. Un’iniziativa per ricordare Maraffi è stata fatta da un folto gruppo di cacciatori dell’Appennino: Simone, tra le varie passioni, aveva anche quella della caccia e sabato scorso sarebbe dovuto andare insieme a un gruppo di 150 appassionati, provenienti dal Parmense e dall’Alta Lunigiana, a Pomarance, nella campagna pisana, per una battuta al cinghiale nella riserva privata «Un guado al sole». I cacciatori che vi sono recati hanno voluto ricordarlo affiggendo una targa in memoria del loro amico sulla casa di caccia della riserva. La battuta si è conclusa con un sostanzioso bottino che Simone da lassù ha certamente apprezzato mentre guardava dal cielo, con i suoi occhi di angelo, quella giornata a cui avrebbe voluto tanto partecipare ma che un tragico destino glielo ha impedito.
Il poeta di Ghiare Franco Pesci ha voluto ricordare Simone e Vincenzo dedicando loro un suo componimento, intitolato «Guardando le mani di Richards»: «Trovo che non ho nulla/ con questo sole splendente,/ che sia stato di Icaro. /Trovo le lunghe arcadie del tempo/ e l’origine dei ricordi nell’Alpe di Succiso,/ opere in progresso involontariamente finite./ Ma io, Martina, non sono mai veramente là:/ l’appannaggio del lutto in quella triplice difficoltà,/ che abbia un alto tasso di bellezza, amore con le ali./ Altro è amore, ma guardane/ la mano che preme, urta,/ interseca, slitta».
Una targa e una poesia: piccoli gesti dal grande significato fatti col cuore gonfio di lacrime per Vincenzo e Simone.Il sindaco di Tizzano, Amilcare Bodria, ha inviato nei giorni scorsi una missiva, indirizzata al premier Matteo Renzi: un appello «accorato» - indirizzato anche al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, al ministro degli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta, al presidente della Regione Vasco Errani e al presidente dell’assemblea legislativa regionale Palma Costi - tramite il quale il primo cittadino ha voluto segnalare la situazione di gravissimo dissesto idrogeologico in cui versano il comune di Tizzano ma anche l’intero Appennino parmense. Bodria sintetizza ciò che è accaduto, sul fronte frane, negli ultimi 12 mesi. «A partire dallo scorso aprile – si legge – tutto il territorio comunale è stato devastato da frane di straordinaria entità, che continuano ad arrecare danni gravissimi a strutture e infrastrutture pubbliche e private. I danni totali calcolati fino ad oggi e già segnalati agli enti preposti ammontano a 60 milioni di euro per il solo territorio comunale». Una stima – come ricorda Bodria - alla quale il Consiglio dei Ministri ha risposto con la dichiarazione dello stato di emergenza il 9 maggio 2013 e con uno stanziamento di 24 milioni di euro per i danni provocati in tutta la Regione Emilia Romagna dal dissesto idrogeologico legato agli eventi alluvionali di marzo e aprile 2013. Bodria ricorda poi il sopralluogo fatto nello scorso maggio dall’attuale ministro Galletti, «che ha potuto così vedere con i propri occhi la devastazione del territorio, apprezzando al contempo la grande forza di volontà di una comunità che, nella consapevolezza di vivere in un delicato equilibrio socio-economico, ha comunque deciso di mantenere in Appennino le proprie attività produttive e la propria vita familiare». Bodria prosegue con un riferimento all’incontro del giugno scorso con la presidente della Camera Laura Boldrini e con l’Ottava Commissione della Camera dei Deputati, «che ci hanno offerto pieno sostegno – ammette Bodria -. Oggi tuttavia siamo ancora in attesa della riconferma dello stato di emergenza scaduto il 3 febbraio scorso, che consentirebbe agli sfollati di percepire un contributo di autonoma sistemazione, ma anche dell’indicazione nell’atto normativo dell’esclusione dal pagamento dei tributi per gli immobili dichiarati inagibili». In chiusura il primo cittadino si dichiara in attesa delle risorse economiche indispensabili per intervenire al più presto con la messa in sicurezza degli abitati, con la ricostruzione e il ripristino di strutture infrastrutture danneggiate ma anche con la progettazione di un piano organico di prevenzione del dissesto».