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Scuola

Maria Chiara, dal liceo all'Onu con "diplomazia"

Studentessa del Maria Luigia, al Palazzo di vetro rappresentava lo Yemen

di Chiara De Carli -

24 aprile 2014, 09:23

Maria Chiara, dal liceo all'Onu con

C'era anche una studentessa parmigiana, la diciottenne Maria Chiara Ghiretti, tra i 1500 ragazzi, provenienti da 25 nazioni diverse, che hanno partecipato all’edizione 2014 di «Change the world model UN» (Cwmun), la simulazione di processi diplomatici riservata agli studenti delle scuole e delle università e organizzata dall’Associazione diplomatici con l’alto patrocinio del ministero degli Affari esteri della Repubblica italiana. Un’esperienza entusiasmante, che ha visto la partecipazione della studentessa del liceo classico Maria Luigia alla sessione di lavori che si è tenuta a New York nel palazzo dell’Onu.
«Per selezionare i nuovi delegati, quest’anno l’associazione si è rivolta anche alla fondazione no-profit “Color Your Life” - ha spiegato Maria Chiara - . La fondazione propone ogni anno una serie di bandi che si lega a vari ambiti, e i lavori dei partecipanti vengono sottoposti a un comitato, composto da membri riconosciuti a livello internazionale per le loro capacità, che sceglie i vincitori. Il premio consiste solitamente in un soggiorno a Loano di due settimane: un campus estivo durante il quale si entra in contatto con esperti di svariati campi».
Per Maria Chiara questo è stato il quarto anno di partecipazione al concorso e per tre volte i suoi elaborati le hanno permesso la partecipazione ai seminari estivi. «A questa edizione non avevo intenzione di partecipare perché temevo che l’impegno richiesto per preparare il lavoro da presentare alla commissione mi distogliesse dallo studio nell’anno dell’esame di maturità. Poi, ho cambiato idea. Tra tutti i bandi ce n'è uno dedicato esclusivamente a chi ha già vinto: si chiama “winner”, e i partecipanti sono chiamati a rispettare una serie di scadenze per avere la possibilità di tornare al campus, oppure di accedere al super premio, che quest’anno consisteva nella possibilità di poter partecipare al Cwmun 2014 come delegati».
L’impegno di Maria Chiara è stato premiato: nelle scorse settimane è volata a New York per unirsi agli altri vincitori in qualità di rappresentante dello Yemen. «Una particolarità di questo evento è che ad ogni ragazzo viene affidato da rappresentare un Paese diverso da quello d’origine», spiega. Dopo la cerimonia di apertura il lavoro si divide in tre sessioni: una prima in cui i vari delegati devono trovare i Paesi che, nella realtà, sono loro alleati e formare una coalizione con loro; una seconda in cui la coalizione pensa a delle soluzioni per il problema affidato all’assemblea (nel caso di Maria Chiara, era crescita e disoccupazione) e presenta una «resolution». Se il progetto passa questa fase, la coalizione la espone agli altri delegati.
Ma la settimana a New York non è stata di solo lavoro: i ragazzi hanno potuto anche visitare la città. «Era la mia prima volta negli Stati Uniti. Di New York, ho apprezzato in particolar modo il Metropolitan Museum che raccoglie opere che, prima d’ora, avevo potuto vedere solo nei libri», racconta. Nonostante i risultati ottenuti possano far pensare a un futuro in ambienti internazionali, Maria Chiara resta coi piedi per terra. «Amo l’Italia e sono molto attaccata alla mia famiglia per cui, ora come ora, non credo che questo tipo di lavoro, che mi porterebbe lontana da casa per molto tempo, possa fare per me».