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Fornovo

Si è risvegliata la frana del Micone

A dare l'allarme il proprietario del terreno. Tecnici di nuovo al lavoro. Domani si riunisce il centro operativo comunale. La colata è lunga un centinaio di metri: un muro di argilla si è alzato a pochi metri dalla Statale 62

24 aprile 2014, 09:28

Si è risvegliata la frana del Micone

Nei giorni di Pasqua si è risvegliata la frana del Micone. Ancora più minacciosa di prima. Dopo settimane di apparente tregua il dissesto - che aveva impegnato
tra febbraio e marzo, per interi giorni e notti, tecnici e volontari per essere controllato e arginato - incombe sulla Statale della Cisa.
A pochi metri dalla Statale 62 si è alzato un muro di argilla spinto dal fronte della frana, a monte della località. Una colata enorme lunga centinaia di metri. Le intense piogge dei giorni scorsi hanno evidentemente appesantito il piede della frana muovendo tonnellate di terra, imbevuta d’acqua, fino a valle. A dare l’allarme, il proprietario del terreno che nel giorno di Pasquetta si è recato sul posto per constatare di persona la gravità della situazione.
«Ho immediatamente allertato i tecnici della Regione Emilia Romagna, che avevano già seguito il precedente intervento.
Su loro indicazione ho iniziato lavori di regimentazione delle acque e liberato il corso dei due ruscelli occlusi dalla terra. Purtroppo ho notato che a monte si formano dei piccoli laghi d’acqua: un fatto negativo perché l’acqua che si accumula tende ad infiltrarsi e a lubrificare la frana facilitandone la discesa». La massa si muove di diversi metri al giorno, almeno cinque. I segni fatti l’altro ieri a terra per misurare la velocità sono stati già coperti e il muro di cemento che delimitava nei mesi passati la collina dal capannone che ospitava la sede della ditta «La pietra di Cassio» mostra delle grosse crepe.
La costruzione era già stata abbattuta nelle scorse settimane, durante la prima emergenza, perché mostrava un rigonfiamento nel pavimento. Per il momento
non si sono invece registrate variazioni o spostamenti nel muretto che costeggia e contiene la Statale: punto tenuto sotto monitoraggio costante dai volontari della Protezione civile.
Nella giornata di ieri i tecnici hanno comunque posizionato in due diversi punti alle spalle della statale un inclinometro: lo strumento servirà a verificare a quale profondità la frana si muove, per comprendere se il movimento così repentino e importante sia superficiale, di «scivolamento» o interessi anche la zona che ora appare più solida.
Una diagnosi che avrà una grande importanza in vista della convocazione del Centro Operativo Comunale che si riunirà domani, giovedì 24, in Municipio. Oltre
al sindaco Emanuela Grenti, al tavolo parteciperanno i responsabili della Protezione civile, i referenti de Servizio Tecnico di Bacino.
Sono inoltre invitati anche i rappresentanti delle Ferrovie e di Anas, competente la Statale 62. La vera preoccupazione, in questa fase, è proprio il rischio di interruzione della viabilità sull’importante arteria stradale che collega Fornovo a Borgotaro, a Berceto, alla Val Sporzana e Baganza.