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Il ristorante di Chichibìo

Belvedere, la cucina parmigiana ma non solo

La trattoria di Via Varese

26 aprile 2014, 19:19

Belvedere, la cucina parmigiana ma non solo

Una bella, linda, luminosa trattoria. Un piazzale per parcheggiare nascosto dietro un baracchino in disuso, di fronte al locale e sulle rive della Parma, proprio accanto alla rotonda del ponte Italia. Si attraversa la strada, due gradini e il sorriso di un dinamico cameriere: la grande sala, una più appartata, alti soffitti a cassettoni e le vetrate e le finestre che rendono allegro il luogo, legno scuro a metà parete. Non mancano quadri, diplomi, foto, poster -e “la rosea” ben incorniciata che a tutta pagina esalta l’Inter. Tovaglie a quadrettoni bianchi e rossi, candidi copri macchia, e “la carta dei vini sono io” -dice il nostro ospite, che consiglia un gutturnio frizzante, un lambrusco scuro di Mezzani (ci fermeremo qui e non sarà male), qualche bottiglia di produttori regionali italiani.
La cucina, i piatti Anche per i piatti “la carta sono io” e le proposte del giorno vengono raccontate a voce con molta partecipazione (il menu è comunque esposto all’esterno e corrisponde solo in parte a quanto disponibile): cucina parmigiana con qualche piatto che esce dai confini e punta sul peperoncino, mano comunque leggera, felice nella pasta all’uovo e nei dolci. Salumi per antipasto, con torta fritta la sera (8,5-12,5 euro), ma chiedete una cosa e ne arriva un’altra, perché “non mettiamo a mano tutto per non far diventar vecchio il taglio”: niente prosciutto, culatello o coppa, ma ottima (capita raramente) culatta ben stagionata con aromi di bosco, dolcezza profonda, persistente e pulita, ricordi di frutta secca, struttura elegante; buon salame. Ben fatti i tortelli, con pasta sottile, morbida e setosa: dolci di ricotta, quelli d’erbetta; pieni di sapore quelli di zucca alla mantovana. Sono molto morbidi, e si ammassano nel piatto, i maltagliati con sugo di melanzane al peperoncino; hanno la carne nel ripieno gli anolini in brodo; rappresentano la cucina piacentina, e completano l’offerta dei primi (9,50- 10 euro), i pisarei e fasò.
Si torna a casa con la trippa alla parmigiana, dolce e duretta, che in parte si salva grazie a un’abbondante pioggia di Parmigiano e con la duchessa di pollo (farcita con prosciutto e Parmigiano).
Tenace anche la carbonata di manzo, con salsa densa, saporita e piccante; quindi due piatti freddi a completare i secondi (10-15 euro): lonza di maiale con salsa tonnata, rost-beef con sugo di cottura caldo.
Per finire Da non perdere il budino al cioccolato dei nostri ricordi: si stacca dalla scodella senza sporcarla, è denso con tutto il sapore del cioccolato, è morbido, succoso, rinforzato dagli amaretti imbevuti di Stravecchio. Ci si fermi qui, ma tra i dolci (5 euro) ci sono anche sbrisolona, tiramisù, cremino al mascarpone con menta e cioccolato. Si pagherebbe per 4 piatti circa 39 euro (bevande escluse), ma al momento del conto faranno uno sconto e saranno 35 euro tutto compreso.
Menu esposto, coperto 2,50 euro, ingresso con gradini, bagni comodi, parcheggio nei pressi.
Non mancate Tortelli, budino
Dimenticate Carbonata