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la storia del cibo di qualità

Sapori& cultura con i musei della pasta e del vino

A Giarola e a Sala Baganza si stanno allestendo due nuovi scrigni

di Stefania Provinciali -

30 aprile 2014, 16:12

Sapori& cultura con i musei della pasta e del vino

Si arricchisce il circuito dei Musei del Cibo. Accanto ai quattro già esistenti, il Museo del Parmigiano Reggiano a Soragna, il Museo del Prosciutto a Langhirano, il Museo del Salame a Felino e il Museo del Pomodoro a Giarola di Collecchio, altri due scrigni di sapori e cultura offriranno a breve nuovi percorsi. Sono il Museo della Pasta a Giarola e la Cantina dei Musei del Cibo a Sala Baganza. Museo della Pasta La prima impressione è quella di un work in progress. Gli «operai » lavorano alla messa in posa di un grande macchinario, tanto alto da toccare quasi il soffitto. E’ il luogo che nulla ha da divedere con i muri di una anonima fabbrica. L’antica struttura della Corte di Giarola, si fa in due, per ospitare sopra al Museo del Pomodoro, il Museo della Pasta. Una necessità quella di strutturare il percorso al primo piano del grande fienile per l’al - tezza di certi «pezzi» industriali, restaurati e perfettamente funzionanti anche se, la loro funzione, sarà esclusivamente quella del racconto, della memoria. I lavori fervono perché il museo verrà inaugurato sabato 10 maggio e la storia pian piano diventa realtà visibile. Nell’Ottocento inizia a Parma l’attività di Barilla, oggi leader mondiale del settore, che ha contribuito in maniera determinante alla nascita di questo percorso museale dedicato in sei sezioni, alla conoscenza storica, tecnologica e culturale della pasta. Un percorso che a livello espositivo si allinea con quello del Museo del Pomodoro ma che vive delle proprie specificità. Storia e tecnologia si intrecciano fra curiosità come due campioni di pasta, uno del 1837 e l’altro del 1838, usciti dall’Archivio di Stato, dove sono stati conservati in quanto prova di un contenzioso, o le macchine di un vero pastificio industriale della prima metà dell’Ottocento la cui funzionalità come quella delle altre attrezzature è stata possibile grazie al grande lavoro di volontariato effettuato sul posto dall’Associa - zione Medaglie d’Oro Barilla, i cui uomini, sette tecnici del vecchio pastificio di viale Barilla, hanno curato il restauro. E’ coin - volgente vederli al lavoro, tra un tribolo per trebbiare il grano e quel mulino recuperato nel 1985 al castello di Tabiano, salvato dalla «rottamazione» per essere ricostruito nel museo. Qui, la storia si ricompone fra attrezzature reali e cartelloni esplicativi, ancora da sistemare, tra un vaso di cereali ed un quadro che racconta la vita contadina, fra 100 formati di pasta, la pasta in penpentola e la storia dello scolapasta. Il museo ha ormai quasi preso forma grazie all’entusiasmo ed alla disponibilità di tutti coloro che vi stanno lavorando. E stato realizzato con finanziamenti europei, Regione Emilia Romagna, Provincia di Parma, Comune di Collecchio, Ente Parchi, con il sostegno di Barilla, Agugiaro & Figna e Storci. La Cantina dei Musei del Cibo Al centro di una zona votata da secoli alla produzione vitivinicola, nelle suggestive cantine della Rocca di Sala Baganza, si apre la Cantina dei Musei del Cibo che verrà inaugurata il 17 maggio (realizzato con finanziamenti europei, di Regione Emilia Romagna, Provincia di Parma, Comune di Sala Baganza, Camera di Commercio e la collaborazione del Consorzio dei Vini dei Colli). Quelle colline, infatti, che circondano il paese furono per secoli terra di buon vino, che piaceva ai romani ma non solo, ed hanno lasciato importanti testimonianze culturali accanto alla tradizione. Il Museo ormai allestito aspetta solo il pubblico nelle cantine della Rocca, mura intrise di storia e di suggestione grazie anche ad un percorso museale ad hoc. L’invito è a scoprire le origini del vino ma anche ad «entrare» nella produzione, quasi ad immergersi nella bevanda così come induce a fare il video predisposto nell’antica ghiacciaia dove immagini a 360° raccontano, nel cuore del museo, il ruolo della vite e del vino nel rito, nella storia e nell’arte, immersi in una cultura millenaria ricca di tradizioni.