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Quartieri

"La Cittadella è un tesoro ancora tutto da scoprire"

Lettera aperta degli ex assessori Bianchi e Caselli: "Riduttivo concentrare l'interesse solo sugli alberi tagliati"

di Enrico Gotti -

06 maggio 2014, 18:47

«La Cittadella ha aspetti nascosti e interessanti da scoprire, come le gallerie sotto i bastioni. Perché non riportare alla luce questa storia, invece di concentrarsi solamente sull’abbattimento degli alberi?» è la domanda di due ex assessori del Comune di Parma.
Il partigiano Franco Bianchi, che ha guidato l’assessorato ai lavori pubblici e il suo collega Giovanni Caselli, ex assessore alla Pubblica istruzione, hanno scritto una lettera aperta, sull’onda del dibattito sul verde della Cittadella.
Già trent’anni fa - spiegano - era presente il problema provocato alle mura di cinta dalle alberature. «A quel riguardo si era arrivati al compromesso di impiantare alberi distanti dalle mura e poi procedere in un secondo tempo ad eliminare gli alberi che potessero recare danno. Ma proprio da lì si partì con un piano, da realizzarsi a stralci, che doveva vedere realizzati interventi di varia natura e che avemmo modo di valutare e concordare con il sindaco Lauro Grossi. Quel piano aveva un presupposto: che tutto fosse legato a che cosa era stata questa grande struttura farnesiana» scrivono Bianchi e Caselli.
«A noi sembra molto riduttivo limitarsi ad affrontare il problema del verde e del suo patrimonio naturalistico, senza aver prima compiuto un lavoro di ricerca e ricostruzione storica sull’insieme della struttura, dal momento che essa contiene ancora molti lati oscuri per tutti noi. Negli anni in cui ce ne occupammo, con la collaborazione preziosa di alcuni tecnici appassionati e competenti, si iniziò con l’indagare, pur senza completare lo studio a seguito del cambio di Amministrazione, su alcuni aspetti che meritano, a nostro avviso, un ulteriore approfondimento ed una conclusione. Ci riferiamo alle gallerie sotto i bastioni (quali dimensioni? quali funzioni?), ai locali destinati alle cannoniere, ai depositi per le munizioni ed anche alle ricerche per trovare finalmente i disegni progettuali originari, che potrebbero aiutarci in via definitiva ad una ricostruzione storicamente fedele del monumento».
Il Comune aveva iniziato ad esplorare le gallerie sotto i bastioni, per valorizzarle. Oggi – dicono i due ex amministratori – c’è la possibilità di studiarle con nuovi strumenti. Si potrebbero poi «recuperare le bassure con la demolizioni di strutture abusive che non fanno parte della fortezza».