Sei in Archivio

GREEN ECONOMY

Agroenergie: arriva inattesa la maxi stangata

La tassazione è salita al 25% sull'imponibile. Agrinsieme: misure restrittive da sopprimere

di Cristian Calestani -

06 maggio 2014, 22:38

Agroenergie:  arriva inattesa  la maxi stangata

Rischiano di essere una mazzata molto pesante per il settore delle agroenergie le novità introdotte dal decreto «Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale» da poco approvato dal Consiglio dei ministri.
Il grido d’allarme è lanciato da Agrinsieme, - organismo di coordinamento tra Confagricoltura, Cia ed Alleanza nazionale delle cooperative – che auspica una revisione delle disposizioni con cui si prevede una tassazione del 25% della base imponibile già dal 2014.
«Le misure restrittive sul settore delle agroenergie – attacca Agrinsieme - vanno soppresse o comunque radicalmente riviste, perché compromettono l’attività di produzione energetica e coinvolgono pesantemente anche quelle agricola e zootecnica a cui sono connesse».
«La tassazione su base imponibile del 25% già a partire dal periodo d’imposta 2014 penalizza irrimediabilmente – sottolinea Agrinsieme - gran parte della green economy agricola pregiudicando la sopravvivenza delle iniziative in essere sul fotovoltaico, le biomasse ed il biogas. Si vanificano anche le prospettive future di sviluppo di energia termica da biomasse e del biometano da parte delle imprese agricole. Non si tiene conto che si tratta di attività profondamente collegate a quelle agricole, che permettono di utilizzare sottoprodotti, residui e rifiuti, con benefici anche per l’ambiente».
Il timore di Agrinsieme è che, «se non si interviene rapidamente, le imprese agricole con impianti già in esercizio, colpite dalle nuove disposizioni, cesseranno le loro attività con riflessi su occupazione, economia ed ambiente».
Agrinsieme lamenta il fatto che si tratti di «un provvedimento di poco successivo a quello denominato Destinazione Italia che ha eliminato i prezzi minimi garantiti sulla vendita dell’energia ed ha introdotto la rimodulazione al ribasso degli incentivi. Tutto ciò – aggiunge Agrinsieme - sta avvenendo mentre l’Unione Europea ha fissato, per le rinnovabili, precisi obiettivi da raggiungere entro il 2020 e sta già programmando i nuovi obiettivi al 2030, convinta che questa sia l’unica strada percorribile per contrastare i cambiamenti climatici».
«Le imprese agricole italiane - rimarca ancora Agrinsieme - si sono fidate di un contratto siglato con lo Stato e hanno investito in modo convinto sulla green economy».
Sono più di 1.200 i Mw di biogas e biomasse installati nel solo settore agricolo e almeno 2.700 Mw di impianti fotovoltaici installati in agricoltura. L'investimento è di circa 6,8 milioni di euro ogni Mw installato per gli impianti a biogas e biomasse, quasi 8 miliardi complessivi, e circa 13 miliardi nel settore del fotovoltaico agricolo.
Nel solo settore del biogas gli addetti impiegati stabilmente sono più di 10 mila, senza contare l’indotto generato nel settore industriale e della meccanica agraria.
«Chiediamo al governo – conclude Agrinsieme – di ripensare questa misura troppo penalizzante e siamo certi che il ministro Martina saprà comprendere le ragioni di questa richiesta. Senza stabilità e certezze per le aziende, nel nostro Paese sarà sempre più difficile programmare investimenti nella green economy».