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Cibus

Il cibo in un clic: e l'orata diventa oggetto d'arte

Sotto i Portici del Grano trenta immagini suggestive e ironiche di fotografia culinaria

di Monica Tiezzi -

06 maggio 2014, 19:13

Il cibo in un clic: e l'orata diventa oggetto d'arte

Il cibo non solo come prodotto, ma come arte: spicchi d'aglio diventano un prezioso ed ironico collier, due uova riecheggiano un nudo femminile, un'orata mette il rossetto, perle di caviale disegnano una sinuosa silhouette, un polpo indossa diamanti. Cibus ha da quest'anno un'appendice sotto i Portici del Grano, dove ieri è stata inaugurata una mostra (visibile fino al 30 maggio) di 30 foto - e 28 fotografi - che rappresenta una selezione delle 600 opere esposte finora al «Festival internazionale di fotografia culinaria».
A presentare l'iniziativa ieri pomeriggio c'era Jean-Pierre Stéphan, ideatore del Festival, la cui prima edizione si è tenuta nel 2009 e che finora, spostandosi in varie sedi (l'ultima Parigi) ha toccato i temi: terra, mare, strada, uova, lusso. «Venire a Parma è un'opportunità e un privilegio perchè il festival della fotografia culinaria è un evento unico per i fotografi che esprimono la loro creatività con immagini legate al cibo, e Parma è città dalla grande cultura gastronomica, famosa nel mondo per i suoi prodotti - dice Stéphan - Questa esposizione dimostra che quando dietro all'obiettivo c'è un vero professionista, in grado di cogliere il contesto, il significato antropologico e la lavorazione del cibo, anche la foto culinaria diventa opera d'arte».
Del resto la fotografia culinaria - nel mondo mediatico degli chef-star e dei programmi di ricette dagli alti share - vive un momento importante, con sempre più professionisti impegnati. Lo conferma Marco Fortini, fra i tre fotografi che rappresentano l'Italia nella rassegna parmigiana, autore di immagini suggestive e divertenti, come la giunonica signora, immortalata in un interno bolognese, che disdegna le pillole (immaginiamo dimagranti) a favore del ricco buffet di paste. Fortini ha anche alcuni consigli per i fotografi dilettanti che vogliano cimentarsi in foto di cibo: «La formazione di base è quella dello still life: poi fate grande attenzione alla luce e usate cibo autentico».
Per Cesare Azzali, direttore dell'Unione parmense industriali, i lavori esposti «trasformano il cibo in un'esperienza estetica e in un elemento identitario». E ricordando che l'iniziativa nasce da Parma Alimentare (con il contributo dell'associazione no-profit Rinascimento 2.0, la collaborazione di Cibusland e il patrocinio del Comune), rimarca come «Parma Alimentare rappresenta la capacità di produrre cibo, e questa rassegna dimostra come l'arte possa assumere ad oggetto il cibo».
E' una coincidenza suggestiva, per il presidente della Camera di Commercio e di Parma Alimentare Andrea Zanlari, che «la mostra si tenga sotto i Portici del Grano, dove in passato negoziavamo la materia prima che serviva per produrre il pane. Un cibo importante, che oggi spesso sprechiamo. Tra le tante attività promozionali di Parma Alimentare, questa mostra conferma la nostra città come un luogo imperdibile per chi ha interesse verso l’agroalimentare e ci avvicina ai 20 milioni di visitatori attesi a Milano a Expo 2015, incentrata appunto sull’alimentazione e la sua sostenibilità».
Di una rassegna capace di parlare ai professionisti della fotografia ma anche al grande pubblico, «con un linguaggio internazionale come quello delle immagini» ha parlato il presidente del consiglio comunale, Marco Vagnozzi, intervenuto a nome dell'amministrazione comunale. Il taglio del nastro è spettato a Jean Pierre Stéphan con Alessandra Foppiano, executive manager di Parma Alimentare, per la quale «è sempre più strategico arricchire di contenuti culturali le offerte business, per creare un circolo virtuoso che generi interesse verso la città e il suo tessuto sociale e imprenditoriale».