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Fornovo

Pio Cavellini, indimenticabile maestro e "storico" corrispondente

Era Cavaliere della Repubblica e Cittadino benemerito. Oggi i funerali. Ha insegnato le aste e le tabelline a intere generazioni di scolari a Fornovo e per trent'anni ha scritto le cronache del paese sulla Gazzetta

di Donatella Canali -

06 maggio 2014, 19:19

Pio Cavellini, indimenticabile maestro e

Si è spento all’età di 84 anni Pio Cavellini, Per tutti il «maestro Cavellini». Non solo perché per la sua professione aveva insegnato l’abc e le aste, la storia e la matematica, ad intere generazioni di fornovesi ma perché è stato un maestro di vita, per il suo modo di essere e per ciò che ha dato al paese, nel lavoro, nella sua attività di storico corrispondente della Gazzetta di Parma e nel volontariato. Un signore, testimone autentico di una civiltà che, partendo dall’autorevolezza e dall’attenzione ai bambini nella scuola, si è espressa nella disponibilità verso gli altri e nei valori di correttezza ed educazione che ha seguito per tutta la vita, come raccontano i tanti attestati che Cavellini ha raccolto nel tempo.
Nominato Cavaliere della Repubblica nel 1981, premiato con medaglia d’oro dall’Assistenza Pubblica nel 1992, e come Cittadino Benemerito nel 2002 dal Comune di Fornovo, Cavellini era nativo di Pontremoli.
Dalla Lunigiana, la sua famiglia si era trasferita a Ghiare di Berceto, al seguito del padre, ferroviere. Da qui, viaggiando in treno, aveva frequentato l’istituto magistrale di Parma: tempi di ristrettezze che il maestro ricordava con il sottofondo di una fame persistente.
Era solito ricordare spesso quando con due lire lui e un coetaneo compravano una micca di pane e poi se la dividevano.
A Fornovo Pio Cavellini si era invece trasferito dopo le nozze con Livia Toma, nel 1954: uno dei primi matrimoni officiati dal parroco don Giuseppe Malpeli.
Nel ‘57 prese la cattedra di maestro elementare a Fornovo, nella scuola storica di Via Nazionale: talmente affollata di bambini che le classi contavano quasi quaranta alunni, con turni anche pomeridiani per ospitarli tutti ed una mensa per mettere a tavola i meno abbienti.
Con la sua autorità paterna e affettuosa, Cavellini era perfettamente in grado di seguire la classe e di farsi seguire, se necessario anche con qualche «scoplòn» come ben ricordano i più vivaci.
Per aiutare i suoi ragazzi aveva anche inventato un tabellone elettronico, rimasto per anni in dotazione alla scuola, che si illuminava se gli alunni davano la risposta giusta alle sue domande.
Per oltre trent’anni Cavellini è stato anche il corrispondente della Gazzetta e di Tv Parma: un’attività fatta con estrema passione e amore per la bella scrittura. A ricordarlo gli innumerevoli articoli ugli avvenimenti, le attività del volontariato, della scuola e dello sport, settore nel quale spiccavano le puntuali cronache delle partite di calcio del Fornovo.
Con la stessa cura e passione Cavellini ha fatto volontariato, come milite dell’Assistenza Pubblica, associazione che aveva fondato insieme ad una manciata di compaesani, con sede in Via Martiri della Libertà.
Appassionato di elettronica Cavellini aveva addirittura inventato un dispositivo, un cicalino ante litteram con il quale, in caso di richiesta di soccorso notturna, era in grado di svegliare un altro milite, il professor Gianfranco Alinovi, che abitava nella casa di fronte.
Pio Cavellini lascia la moglie Lidia, i figli Milena con Ferdinando, e Gianluigi con Alessandra e Gaia. E soprattutto la testimonianza di una vita al servizio al suo paese. I funerali si terranno oggi alle 14,30 partendo dal Maggiore di Parma per la Pieve.