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calcio Dilettanti

San Leo, la festa dopo un anno di «purgatorio»

L'allenatore Bottarelli e i complimenti di Filippo Inzaghi: «Ho seguito i suoi consigli»

di Marco Bernardini -

06 maggio 2014, 22:38

San Leo, la festa dopo un anno di «purgatorio»

Un vorticoso saliscendi ha contraddistinto il passato più recente della San Leo, che a distanza di soli dodici mesi festeggia il nuovo ritorno in Seconda categoria: in corsa per la promozione fin dall’inizio, si è dovuto attendere l’ultima giornata ed il 3-1 dell’apoteosi sul Montebello prima di stroncare, in via definitiva, la resistenza dell’altra favorita alla vigilia, il Tortiano, anch’esso retrocesso nella passata stagione, e dimostrarsi i più forti nell’unico girone parmense di Terza.
Un trionfo certificato, in primis, dai numeri: diciassette successi, otto pari ed un solo ko casalingo di fronte al Sala Baganza, prossimo avversario nelle semifinali del Balisciano dove si sogna di replicare la clamorosa doppietta del 2012, e miglior retroguardia del girone con appena 14 reti al passivo.
Gli stessi siglati in avanti dal bomber Luca Ferrarini che, specialmente, nel rush finale si è rivelato implacabile sotto porta premiando il lavoro del tecnico Giorgio Bottarelli, all’esordio da «primo» in panchina dopo esser stato a lungo vice di Ferrari alla San Leo.
«Un campionato equilibrato in cui siamo riusciti a superare una piccola flessione sul finire del girone d’andata - racconta Bottarelli -, abbiamo poi trovato la giusta condizione e resto convinto che la nostra filosofia del giocare a calcio e possesso palla paga sempre». E, badate bene, non era scontato il secondo balzo consecutivo dalla Terza. «Avevamo cambiato tre quarti dell’organico, doveva essere un anno di transizione e nonostante in molti non ci sperassero ce l’abbiamo fatta grazie, soprattutto, alla qualità di chi scendeva in campo ed alla serietà di gruppo e società. E non posso che ringraziare il mio secondo Robuschi che si è occupato della parte atletica».
Bottarelli si ispira dichiaratamente al grande amico Filippo Inzaghi, conosciuto durante i trascorsi a Parma, che più volte lo ha accolto a Milanello per assistere agli allenamenti delle sue squadre.
«Cerco di seguire i suoi consigli, mi ha insegnato tanto nel rapporto coi giocatori perché dalla serie A alla Terza il gruppo viene prima di tutto il resto. Si è già complimentato per la vittoria in campionato e ci siamo scambiati a vicenda un in bocca al lupo in vista di Balisciano e fase play-off con la Primavera». Ora, a differenza delle ultime sfortunate esperienze, si spera di durare più di una singola stagione in Seconda. «L’obiettivo è di salvarci e disputare un torneo da metà classifica - conclude -, abbiamo bisogno soltanto di pochi innesti mirati».